Tragedia a Negrar: esplode una palazzina, morto un uomo di 68 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il boato, secondo quanto riferito da chi abita nelle vicinanze, è stato improvviso e assordante, un rumore secco che ha lacerato il silenzio del tardo pomeriggio nella frazione di Prun, per poi lasciare spazio a qualche istante di silenzio, rotto infine dal fragore del cemento e delle macerie che precipitavano al suolo. È accaduto tutto intorno alle ore 17:45 di martedì 24 febbraio, quando una palazzina di tre piani, con una zona ulteriore adibita a mansarda, sita in via Sattarine nel comune di Negrar di Valpolicella, è letteralmente collassata su sé stessa a seguito di una violentissima deflagrazione -5-6. La prima e, al momento, più accreditata ipotesi investigativa, su cui stanno lavorando i tecnici dei Vigili del fuoco e i carabinieri, indica nello scoppio di una bombola di gpl, o comunque in una fuga di gas probabilmente saturato all'interno di un ambiente del primo piano, la causa scatenante del cedimento strutturale che ha ridotto l'abitazione in un cumulo di detriti -3-4.

All'interno dell'immobile, in quel momento, si trovava un'intera famiglia composta da quattro persone. Immediata è scattata la macchina dei soccorsi, con l'arrivo sul posto di numerose squadre dei Vigili del fuoco dal comando provinciale di Verona, supportate da mezzi specializzati come autopompe e un'autoscala, ma soprattutto da personale USAR (Urban Search and Rescue), specificamente addestrato per operare in scenari di crollo, e da unità cinofile, fondamentali per fiutare la presenza di eventuali superstiti sotto la montagna di calcinacci e ferro -1-2. In loro supporto, sono giunti anche i sanitari del Suem 118 con quattro ambulanze e l'elicottero di Trentino Emergenza, che si è alzato in volo per il trasporto di uno dei feriti più gravi, un uomo di 32 anni, verso il polo ospedaliero -6.

Le operazioni di scavo, condotte con la massima cautela per non rischiare di provocare ulteriori crolli e per non arrecare danno a chi era rimasto intrappolato, hanno permesso, dopo circa un'ora di lavoro incessante, di estrarre vive tre delle quattro persone coinvolte -5. Si tratta di due uomini e una donna, tutti parenti della vittima, le cui condizioni, pur nello shock e nelle contusioni riportate, non sono state giudicate gravi dai medici, tanto da consentirne il trasferimento all'ospedale di Borgo Trento a Verona per gli accertamenti e le cure del caso -1-7. È proseguita, invece, con ancora maggiore apprensione la ricerca della quarta persona, un uomo di cui i familiari, una volta messi in salvo, avevano denunciato la scomparsa, temendo il peggio.

Il momento più drammatico della serata è arrivato poco dopo le 19:00, quando i cani dei soccorritori hanno dato l'allarme in un punto specifico delle macerie -6. I Vigili del fuoco, con scavi mirati e delicati, hanno raggiunto il senza vita dell'uomo, successivamente identificato come Bruno Savoia, un residente di 68 anni -6. Il medico del 118, accorso sul luogo del ritrovamento, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. L'intera zona, nel frattempo, era stata isolata dalle forze dell'ordine per consentire le operazioni di soccorso in totale sicurezza e per permettere l'avvio dei successivi rilievi tecnici, finalizzati a chiarire con assoluta precisione la dinamica dell'esplosione, se questa sia stata accidentale o causata da un malfunzionamento degli impianti, e per accertare eventuali responsabilità -3-7.

L'intervento dei soccorritori tra le macerie di Prun

L'area del disastro, a Fane, una frazione del comune veronese, si è trasformata in un cantiere complesso e pericoloso, con gli uomini del nazionale che hanno lavorato per ore sotto la luce dei riflettori, rimuovendo con pale e a mani nude i detriti della palazzina di tre piani -2-5. La deflagrazione, la cui forza è stata tale da far crollare l'intero stabile, ha infatti reso il lavoro estremamente complesso, dato che ogni trave e ogni lastrone di cemento dovevano essere rimossi con estrema attenzione per non innescare slittamenti della massa instabile soprastante. Il coordinamento sul campo è stato affidato al funzionario di guardia dei Vigili del fuoco, che ha diretto le operazioni delle squadre giunte da Verona e dai comandi limitrofi, alternando gli operatori per non far venir meno l'efficacia della ricerca e per gestire la stanchezza e la tensione di un intervento che si preannunciava lungo e che, purtroppo, si è concluso con un esito infausto -4-7.

La dinamica dell'esplosione e lo stato dei feriti

Secondo le prime e ancora sommarie ricostruzioni, la fuga di gas che ha causato l'esplosione sarebbe avvenuta al primo piano dell'edificio, un'ala della palazzina che è stata quella maggiormente devastata dallo scoppio e che, nel cedimento, ha trascinato con sé l'intera struttura -1-10. I tre feriti, dopo essere stati stabilizzati sul posto dai sanitari del Suem, sono stati condotti al vicino nosocomio veronese di Borgo Trento: le loro condizioni, sebbene sotto choc, non destano preoccupazione e nessuno di loro versa in pericolo di vita. Per uno di loro, il più giovane, un uomo di 32 anni, si è reso necessario l'utilizzo dell'elisoccorso di Trentino Emergenza, decollato per garantire un trasporto più rapido e sicuro, data anche la morfologia del territorio e le difficoltà viarie nella zona, intasate dalla presenza dei mezzi di soccorso -6.

Keywords: esplosione, Negrar, palazzina crollata, Vigili del fuoco, bombola gas, Prun, Verona, vittima, feriti, soccorsi description: Esplosione in una palazzina a Negrar di Valpolicella: un uomo di 68 anni muore sotto le macerie. Tre i feriti estratti vivi e trasportati in ospedale. Indagini in corso.

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