Monreale, sangue nel sabato sera: il racconto di una strage annunciata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Questa volta, purtroppo, non si è trattato solo di feriti o di vetri rotti. A Monreale, nella notte di sabato, tre giovani hanno perso la vita durante una rissa che, come spesso accade, è degenerata in pochi istanti. Salvatore Calvaruso, 19 anni, ha ammesso di aver premuto il grilletto più volte, fino a esaurire il caricatore, sostenendo di aver agito per difendersi da un’aggressione. Il Gip di Palermo ha convalidato il fermo, mentre le indagini ricostruiscono i minuti concitati in cui la violenza ha avuto il sopravvento.

Quello che colpisce, al di là del singolo episodio, è la familiarità di certi scenari. Le risse tra giovani, spesso alimentate da rivalità banali o da eccessi di alcol, sono diventate quasi una routine nei weekend siciliani. Tavolini scagliati come proiettili, urla che si mescolano alla musica, corse disperate per sfuggire alle botte: un copione che si ripete, con esiti a volte tragici, altre volte solo per fortuna meno gravi.

Tra le vittime, c’è chi ha cercato fino all’ultimo di evitare il peggio. Andrea Miceli, uno dei tre ragazzi uccisi, aveva prima messo in salvo la fidanzata, poi aveva tentato di fare da paciere. Un gesto inutile, davanti a chi ormai aveva deciso di risolvere tutto a colpi di pistola. Le carte dell’ordinanza descrivono una scena caotica, in cui la linea tra aggressore e aggredito si fa labile, mentre il bilancio, alla fine, è sempre lo stesso: famiglie distrutte, una città sotto choc, e domande che rimangono senza risposta.

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