Amplifon, il mercato premia la svolta dopo la trimestrale: ricavi e guidance schizzano, vola il Titolo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c’è stata nemmeno la possibilità di entrare in contrattazione per i primi minuti, tanta era la foga degli acquisti su Amplifon; poi, una volta apertesi le danze, il titolo ha letteralmente preso il volo, guadagnando oltre il 15% e toccando quota 11,69 euro a Piazza Affari, tornando così sui valori che non si vedevano dallo scorso marzo. A innescare una raffica di acquisti, che hanno fatto impennare i volumi ben oltre la media giornaliera, è stata la pubblicazione dei conti relativi al primo trimestre del 2026, un report che ha disegnato un quadro ben preciso, quello di una redditività schizzata ai massimi storici sostenuta da una crescita organica che ha spiazzato le attese degli analisti.

Numeri in controtendenza: il peso delle Americhe e l’effetto della cura "Fit4Growth"

I ricavi consolidati, pari a 579,8 milioni di euro, hanno registrato un incremento dello 0,8% a cambi costanti, una performance che, se letta superficialmente potrebbe sembrare timida, nasconde in realtà un sottostante molto più vivace, rappresentato da una crescita organica del 2,2% positiva in tutte le aree geografiche. A fare da traino, in questo contesto, sono state senza dubbio le Americhe: qui l’incremento organico è stato del 6,7%, un dato che ha spazzato via ogni previsione (il consensus si fermava a neanche il 2%) e che ha più che compensato qualche lieve fisiologica debolezza riscontrata nell’area Emea.

Ciò che però ha colpito maggiormente gli investitori è stata la redditività. L’Ebitda adjusted ha raggiunto quota 141,8 milioni, ma è il margine a fare notizia: toccando il 24,5% si è registrato un record storico per un primo trimestre, con un balzo di 60 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato, questo, che il mercato ha letto come il primo segnale tangibile dell’efficacia del programma “Fit4Growth”, quel piano di efficientamento che, pur avendo comportato un impatto negativo sui ricavi per circa 2,4 punti percentuali (dovuto alla chiusura di punti vendita strategici e alla cessione di attività non core), sta iniziando a mostrare tutti i suoi effetti benefici sulla struttura dei costi.

Guidance al rialzo e lo scoglio (momentaneo) del giudizio di Barclays

Se i dati passati hanno convinto, sono le promesse per il futuro ad aver scaldato il mercato. La società, forte di un andamento che l’amministratore delegato ha definito come un “chiaro punto di svolta”, ha infatti alzato il tiro per l’intero esercizio. La nuova guidance parla chiaro: nel 2026 ci si attende una crescita organica superiore al 3%, un dato che si posiziona ben al di sopra del consenso degli analisti (fermo all’1,9%), con una parallela e significativa espansione della marginalità prevista nell’ordine dei 100 punti base.

Non è mancata, in questa ridda di acquisti, la consueta pioggia di aggiornamenti da parte degli analisti. Equita, ad esempio, ha alzato il target price a 12 euro, mentre AlphaValue si spinge fino a 13,40, confermando il giudizio di acquisto. Unica nota di cautela, per così dire, arriva da Barclays: gli analisti della banca d’affari hanno confermato il rating “equal weight” con un prezzo obiettivo fermo a 10 euro. Una posizione prudente, la loro, che gli esperti hanno motivato con i rischi legati alla futura integrazione di Gn Hearing – un’operazione molto complessa sul tavolo – e con la prospettiva di un aumento di capitale che potrebbe gravare sul titolo. Dubbi, questi, che per oggi sono rimasti del tutto inascoltati da una valanga di ordini d’acquisto.

Il contesto Borsa: un rally solitario nel giorno dell’accordo Usa-Iran

La seduta del 6 maggio è stata comunque positiva per l’intero listino milanese, spinto al rialzo anche dall’ottimismo generato dalle voci di una distensione tra Stati Uniti e Iran che ha fatto calare la pressione sul petrolio, ma la prestazione di Amplifon ha oscurato gran parte delle altre blue chip. Il titolo, che da inizio anno segnava ancora un passivo del 18% dopo il crollo seguito all’annuncio dell’acquisizione di Gn Hearing, ha così ritrovato la via dei massimi, capitalizzando al meglio l’effetto sorpresa di una trimestrale che ha dimostrato come la macchina dei ricavi, nonostante le grandi manovre strategiche in corso, non si sia mai fermata.

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