Amplifon, crescita organica in accelerazione nel primo trimestre 2026: ricavi a 579,8 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Milano – Il gruppo specializzato nelle soluzioni per l’udito, nonostante un contesto macroeconomico che resta complesso, ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con una performance che segna un punto di svolta rispetto alle incertezze accumulate nei mesi scorsi. Amplifon ha infatti diffuso i dati relativi al primo trimestre del 2026, evidenziando una crescita organica che si è attestata al 2,2%, una cifra, quest’ultima, che assume un particolare rilievo se letta in controluce rispetto alle operazioni di razionalizzazione in corso. I ricavi consolidati, pari a 579,8 milioni di euro, registrano un incremento dello 0,8% a cambi costanti, trainati positivamente da tutte le aree geografiche: un segnale, questo, che il management guidato dall’amministratore delegato Enrico Vita interpreta come la prova tangibile che la direzione strategica intrapresa sia quella corretta.

A incidere sul dato complessivo, al di là della crescita organica, sono stati due fattori contrapposti ma ugualmente rivelatori delle scelte di fondo dell’azienda. Da un lato, le acquisizioni hanno contribuito per un punto percentuale positivo; dall’altro, il piano di efficientamento noto come “Fit4Growth” ha esercitato un impatto negativo per il 2,4%. Quest’ultimo dato, lungi dall’essere un campanello d’allarme, riflette invece una precisa volontà di ristrutturare il perimetro operativo: si pensi, ad esempio, alle dismissioni di attività ritenute diluitive o alla cessazione di alcune partnership non più strategiche, come quelle legate a contratti di assistenza gestita negli Stati Uniti. Questa strategia, insomma, privilegia la qualità della redditività rispetto alla semplice espansione del fatturato lordo, un approccio che sembra aver già iniziato a produrre i frutti sperati.

Redditività ai massimi storici e l’effetto del programma “Fit4Growth”

Se la crescita dei ricavi mostra un andamento solido ma non tumultuoso, sono i margini a raccontare la vera storia di questo avvio d’anno. L’Ebitda adjusted è salito a 141,8 milioni di euro, consentendo al margine di toccare la soglia record del 24,5%, con un incremento di 60 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025. Un miglioramento, questo, che gli analisti del settore avevano atteso a lungo e che ora si concretizza grazie a un’esecuzione dei piani di produttività più rapida del previsto. L’utile netto adjusted, conseguentemente, è cresciuto del 6,7% raggiungendo quota 44,4 milioni di euro.

Tale performance assume contorni ancora più significativi se si considera che il gruppo ha scelto di continuare a investire in marketing per difendere e accrescere i propri asset distintivi, senza però sacrificare la marginalità. La generazione di cassa, d’altronde, non è stata da meno: il free cash flow adjusted è salito a 23,6 milioni, supportato da una riduzione dell’indebitamento finanziario netto, sceso a 1.014,6 milioni di euro rispetto al dato di fine 2025. La leva finanziaria, pari a 1,84 volte, conferma un miglioramento della struttura patrimoniale, un aspetto tutt’altro secondario alla vigilia di una delle operazioni più trasformative nella storia del gruppo.

L’accelerazione di aprile e le attese per l’intero esercizio

Uno dei passaggi più rilevanti contenuti nella comunicazione ufficiale riguarda l’andamento del mese di aprile, descritto dalla società come caratterizzato da un “inizio molto positivo”. Questa buona visibilità sul secondo trimestre, come dichiarato dall’azienda, rafforza la fiducia nel fatto che le iniziative avviate nel 2025 stiano ora producendo i frutti che ci si attendeva. Le aspettative per l’intero anno, di conseguenza, vengono alzate: Amplifon prevede ora una crescita organica superiore al 3% rispetto al 2025, accompagnata da un miglioramento del margine Ebitda adjusted nell’ordine dei 100 punti base.

Per l’economia italiana, che osserva con attenzione le performance dei suoi campioni nazionali quotati, si tratta di un segnale di resilienza non trascurabile. La società, inoltre, assume come scenario di base l’assenza di ulteriori rallentamenti nell’economia globale legati a tensioni geopolitiche o macroeconomiche, confidando in un graduale miglioramento del mercato di riferimento, la cui domanda globale è attesa in crescita intorno al 3%.

La macchina organizzativa si muove in vista dell’integrazione con Gn Hearing

Sullo sfondo di questi conti trimestrali, destinati a far discutere gli investitori, si muove l’ombra lunga dell’operazione da 2,3 miliardi di euro annunciata a marzo. L’acquisizione della divisione hearing di Gn Store Nord rappresenta, senza alcun dubbio, la scommessa più grande del management per il prossimo futuro. Amplifon, da distributore puro, si appresta a diventare un produttore verticalmente integrato, assorbendo realtà industriali note come ReSound e Beltone e mettendo le mani su migliaia di brevetti e centri di ricerca.

Il management ha assicurato che la pianificazione dell’integrazione è già stata avviata su larga scala. I team, spiegano dalla società, sono “pienamente mobilitati per garantire piena operatività fin dal primo giorno successivo al closing”, previsto entro la fine dell’anno e subordinato al via libera delle autorità regolatorie. L’obiettivo dichiarato è quello di posizionarsi per cogliere le opportunità di creazione di valore derivanti da questa fusione, sebbene gli osservatori più attenti non manchino di segnalare le complessità legate all’integrazione di una realtà industriale manifatturiera all’interno di una macchina organizzativa storicamente votata alla vendita al dettaglio e ai servizi.

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