Avio vola a Piazza Affari, la trimestrale supera le attese e il mercato premia la prudenza sulla guidance
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Redazione Economia
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Non è certo la prima volta che i conti di Avio, società attiva nella propulsione spaziale e nei sistemi per la difesa, regalano soddisfazioni agli azionisti. Eppure, il dato che ha fatto scattare l’acquisto sui titoli in questa seduta – con un balzo che ha superato ampiamente il +5%, toccando quota 31,80 euro – risiede nella sostanziosa crescita dei ricavi e nella marginalità, parametri che hanno consegnato al mercato un andamento decisamente migliore del previsto.
Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Giulio Ranzo ha chiuso il primo trimestre del 2026 (periodo gennaio-marzo) con ricavi netti pari a 128,6 milioni di euro, segnando un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Un risultato, questo, che ha battuto le stime degli analisti di ben cinque punti percentuali. La spinta, a guardare le voci del bilancio, arriva principalmente dalle attività di produzione legate al lanciatore Vega C, dall’incremento della produzione dei motori P120C e P160C per il programma Ariane 6, senza dimenticare la crescita costante del comparto difesa, un settore che sta assumendo un peso sempre più rilevante nel portafoglio dell’azienda.
La marginalità inaspettata e il giudizio delle sim
Osservando i dati con maggiore attenzione, emerge come l’EBITDA reported si sia attestato a 5,2 milioni di euro, con una crescita del 29,9% anno su anno, portando la marginalità sui ricavi al 4,1% contro il 3,7% dello stesso periodo del 2025. Ancora più significativo, tuttavia, è il dato dell’EBITDA rettificato: quest’ultimo, pari a 5,7 milioni, ha superato le previsioni di Equita Sim del 14%, un delta talmente ampio da giustificare la pioggia di acquisti che ha caratterizzato l’avvio della seduta.
Le principali sim non hanno infatti esitato a rimarcare la solidità dei numeri. Intermonte, che ha confermato il rating "Outperform" (con un target price a 42 euro), ha sottolineato come si tratti di un trimestre "stagionalmente basso e quindi non particolarmente indicativo dei trend previsti per l’intero anno", una precisazione che, lungi dall’attenuare l’entusiasmo, lo ha semmai rafforzato, suggerendo che il meglio potrebbe essere ancora avanti. Anche Intesa Sanpaolo, confermando il "buy", ha ribadito la bontà dei conti mentre Jefferies ha alzato il tiro, fissando un target price a 43,50 euro, ricordando la buona disciplina sui costi nonostante gli investimenti in corso negli Stati Uniti.
Le incertezze sullo scenario americano e la prudenza del management
Proprio il dossier americano rappresenta, al momento, l’ago della bilancia per le valutazioni future. Da una parte, Avio ha già incassato contratti per lo sviluppo di nuovi motori a propellente solido per l’esercito statunitense e ha acquistato un terreno in Virginia per realizzare un nuovo impianto, operativo presumibilmente verso la fine del secondo semestre del 2028. Dall’altra, i vertici aziendali hanno scelto di mantenere invariata la guidance per l’intero esercizio 2026, nonostante la forte domanda proveniente dal settore della difesa. L’amministratore delegato Ranzo ha dichiarato – nel corso della conference call – di non disporre ancora di "informazioni sufficientemente precise per poter rivedere al rialzo" i target, pur ammettendo che lo scenario è decisamente migliorato rispetto alle previsioni di soli sei mesi fa.
Questa posizione prudente è stata letta dagli analisti come un segnale di trasparenza, o forse come un semplice rinvio. Equita, pur parlando di una guidance "conservativa" (dato che dopo il +19% del primo trimestre, il fatturato nei restanti nove mesi dovrebbe registrare un -1/+6% per allinearsi agli obiettivi), ha scelto di mantenere il rating "buy" con target a 42 euro, in attesa di dettagli più precisi sui volumi produttivi.
Il contesto milanese e il peso dei semiconduttori
Guardando il quadro più ampio di Piazza Affari, la seduta positiva del Ftse Mib (+0,9%) ha visto Avio brillare insieme ai titoli del comparto semiconduttori, trainati dai rialzi dei colossi europei come Infineon e Asml Holding. Unica nota stonata in Europa è arrivata invece dal settore del lusso, con LVMH e Hermès in netto calo, mentre le materie prime industriali hanno attirato la maggior parte degli acquisti. In questo contesto, la posizione finanziaria netta di Avio – scesa a 559,1 milioni di euro (-32,6 milioni rispetto a dicembre) – riflette l’impegno finanziario per i nuovi progetti, legato principalmente all’iniziale riconoscimento ai fornitori degli anticipi incassati nell’ultimo scorcio del 2025. Un movimento fisiologico, questo, che non ha scalfito la fiducia degli investitori, concentrati invece sulla capacità del gruppo di trasformare un trimestre "leggero" in una solida piattaforma di rilancio per i mesi a venire.




