Uefa contro Infantino e Kushner, minacce di azioni legali e il fronte spagnolo si infiamma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una settimana che resterà a lungo impressa nella memoria del calcio mondiale, quella appena trascorsa, si è aperta con le rivelazioni riguardanti il piano di Gianni Infantino di cedere una quota significativa delle attività commerciali della Fifa a investitori privati, un progetto che, nelle intenzioni del presidente dell’organo di governo del calcio mondiale, avrebbe dovuto rilanciare il brand dei Mondiali ma che si è invece risolto in un clamoroso dietrofront, alimentando ulteriori tensioni con le massime istituzioni calcistiche europee.

La conclusione di questa parabola, che ha visto il numero uno della Fifa fare marcia indietro di fronte a un’opposizione rivelatasi insormontabile, è arrivata con un comunicato ufficiale firmato dallo stesso Infantino, nel quale si legge che, dopo aver ascoltato con attenzione tutte le posizioni espresse, è diventato evidente che il progetto aveva creato divisioni tali da renderlo incompatibile con l’obiettivo originario.

La lettera della Uefa e le minacce legali a Infantino e Kushner

A rendere ancora più incandescente il clima è però l’intervento della Uefa, che ha fatto sapere di stare valutando l’avvio di azioni legali e procedimenti arbitrali nei confronti di Gianni Infantino e di Joshua Kushner, il finanziere statunitense che avrebbe dovuto sostenere l’operazione di privatizzazione; in una lettera inviata venerdì al presidente della Fifa, della quale il Telegraph ha ottenuto una copia, l’organo di governo del calcio europeo ha formalmente comunicato la propria intenzione di intraprendere azioni disciplinari e giudiziarie, invitando la Fifa a identificare, individuare e

Conservare tutti i documenti e le informazioni archiviate in formato elettronico relativi alla vicenda, una mossa che lascia presagire un braccio di ferro giudiziario destinato a protrarsi ancora a lungo e che potrebbe avere conseguenze dirompenti sugli equilibri di potere del calcio internazionale.

L’attacco di Javier Tebas: "Infantino arrogante e inadeguato"

In questo clima di scontro aperto, la voce più critica e tagliente è stata quella di Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, che in un’intervista concessa a la Repubblica non ha usato mezzi termini per definire Infantino “arrogante e inadeguato”, sottolineando con decisione come il dirigente elvetico non sia mai stato all’altezza di guidare il calcio mondiale e che, a suo giudizio, sia giunto il momento di farsi da parte; il piano di privatizzazione, poi naufragato, secondo Tebas rappresentava un pericolo concreto per l’intero sistema, perché avrebbe aumentato ulteriormente la pressione

Sul calendario internazionale, mettendo in difficoltà i campionati nazionali che già oggi faticano a trovare spazi adeguati per lo svolgimento delle proprie competizioni.

L’opposizione della Uefa e il peso delle nazionali europee

La resistenza della Uefa si è rivelata determinante nel far naufragare il progetto, al punto che l’ipotesi di un boicottaggio delle competizioni Fifa da parte delle nazionali europee è stata considerata concretamente percorribile; senza il contributo delle squadre del Vecchio Continente, il Mondiale perderebbe gran parte del suo prestigio sportivo e, di conseguenza, del suo valore economico, un argomento che ha evidentemente pesato nella decisione di Infantino di abbandonare il progetto, anche se le crepe e le fratture aperte in questa settimana di fuoco non sono certo destinate a ricomporsi

In fretta, anzi, la guerra commerciale scatenata dal tentativo di privatizzazione lascia sul terreno domande e interrogativi sul futuro della governance del calcio e sulla reale capacità della Fifa di gestire il proprio sviluppo senza innescare conflitti con le leghe e le federazioni continentali.

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