L’Ora Legale torna il 30 marzo, ma i medici avvertono: "Attenzione ai disturbi del sonno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025, le lancette degli orologi si sposteranno in avanti di un’ora, segnando il ritorno dell’ora legale. Un cambiamento che, se da un lato garantirà giornate più lunghe e un risparmio energetico, dall’altro comporterà un’ora di sonno in meno, con possibili ripercussioni sulla salute. A sottolinearlo sono i medici della Fnomceo, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, che mettono in guardia contro i disturbi del sonno legati a questa transizione.
Il passaggio, previsto per le 2 del mattino – che diventeranno automaticamente le 3 –, modifica i ritmi circadiani, influenzando non solo il riposo ma anche l’umore e la concentrazione. Sebbene l’allungamento della luce serale sia spesso accolto con favore, soprattutto in vista della bella stagione, l’adattamento dell’organismo non è immediato. Alcuni studi, del resto, dimostrano che nei giorni successivi al cambio si registra un aumento dell’irritabilità e della stanchezza, fenomeni che negli Stati Uniti – dove l’ora legale è già in vigore dal 9 marzo – hanno spinto il 54% della popolazione a chiederne l’abolizione.
Per mitigare gli effetti del jet lag artificiale, alcuni esperti suggeriscono di ricorrere a un’alimentazione mirata, ricca di magnesio e vitamine, che possa aiutare a ripristinare l’equilibrio energetico. Tuttavia, il dibattito scientifico resta acceso: c’è chi sostiene che l’ora legale favorisca il benessere psicofisico grazie alla maggiore esposizione alla luce naturale, e chi invece ne evidenzia gli svantaggi, legati soprattutto alla frammentazione del sonno.




