Belgio-Egitto, l’esordio mondiale che profuma di ultima danza per i diavoli rossi
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Redazione Sport
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È ufficialmente cominciata l’avventura mondiale del Gruppo G, e il Lumen Field di Seattle si prepara ad accogliere una sfida che, sulla carta, potrebbe già indirizzare il destino della seconda fase.
Il Belgio, affidato alla guida tecnica di Rudi Garcia, scende in campo con la pressione addosso di quella che per molti versi rappresenta l’ultima occasione per la sua celebre generazione d’oro; De Bruyne, Courtois e lo stesso Lukaku – quest’ultimo relegato in panchina per la prima uscita – sanno bene che non ci saranno altre rassegne iridate da giocare da protagonisti.
Di fronte, l’Egitto di Mohamed Salah non è certo disposto a fare la parte della vittima sacrificale: i Faraoni, guidati dall’esperto ct Hossam Hassan, possono contare su un attacco di primissimo livello dove spicca Omar Marmoush, l’attaccante del Manchester City chiamato a supportare il proprio leader carismatico. La partita, in programma alle ore 21 italiane di questa sera, rappresenta quindi il primo banco di prova per entrambe le contendenti, con i belgi che cercano di scrollarsi di dosso l’etichetta di eterni promessi e gli egiziani che sognano lo storico scalpo.
Le scelte tattiche: Garcia lascia Lukaku in panca e si affida alla fantasia
La decisione più rilevante della vigilia, quella che ha fatto discutere gli ambienti sportivi, riguarda certamente la mancata titolarità di Romelu Lukaku. Il ct Rudi Garcia, invece di schierare il classico centravanti di peso, ha optato per un undici più dinamico e imprevedibile: il modulo è il 4-2-3-1, con Charles De Ketelaere (l’ex atalantino) chiamato a guidare l’attacco supportato da un trio di trequartisti che fa letteralmente venire l’acquolina in bocca.
Kevin De Bruyne, ovviamente, parte dal centro della regia offensiva, affiancato da Leandro Trossard e dal devastante Jérémy Doku sugli esterni. In mediana, a proteggere la difesa composta da Castagne, Mechele, Ngoy e Meunier davanti a Courtois, agiranno Onana e Tielemans.
Questa scelta tattica, quella di rinunciare a una prima punta pura per favorire gli inserimenti dei tre alle spalle, sembra studiata apposta per esaltare le caratteristiche di inserimento senza palla di De Bruyne, lasciando a Trossard il compito di accompagnare l’azione negli ultimi venti metri.
La formazione dell’Egitto e il fattore Salah
Sulle sponde opposte del campo, l’Egitto non si nasconde e risponde con un identico 4-2-3-1 che sottolinea la volontà di non voler speculare, ma di giocare a viso aperto. Mohamed Salah, nonostante qualche acciacco patito nel finale di stagione, stringe i denti ed è regolarmente in campo dal primo minuto, posizionato sull’out di destra per accentrarsi sul suo piede preferito.
La vera minesta, però, potrebbe arrivare dalla collaborazione con Omar Marmoush, l’attaccante di proprietà del Manchester City che nelle qualificazioni ha dimostrato di avere un fiuto del gol importante. A completare il reparto offensivo, gli egiziani schierano Ziko e Ashour, mentre la cerniera di centrocampo è affidata alla coppia Lasheen e Attia con il compito di fare da filtro davanti a una difesa guidata da Ibrahim e Fathy.
Per l’Egitto, che non ha mai vinto una partita nella fase finale di un Mondiale (due pareggi e cinque sconfitte in tre edizioni), stasera si presenta l’occasione per sfatare un tabù storico.
I consigli per il Fantamondiale e le chiavi della sfida
Nel frattempo, la macchina mediatica del Fantamondiale ha già prodotto i suoi veri, con i “vice-allenitori” che hanno diramato i propri suggerimenti. La maggioranza, rappresentata da Giaccherini e Pardo, ha puntato su Leandro Trossard, ritenuto il terminale offensivo più lucido in una partita dove Doku proverà a seminare il panico sull’altra fascia. Marinozzi, invece, ha preferito affidarsi alla classe cristallina di De Bruyne, mentre Russo ha indicato Tielemans come possibile valore aggiunto.
Per quanto riguarda il campo, la sfida si giocherà anche sul piano della condizione fisica: il caldo di Seattle (si gioca con 30 gradi) potrebbe essere un fattore insidioso, specialmente per i belgi che dovranno gestire l’energia per novanta minuti. La Tunisia, nell’altra partita del girone, ha già subito un pesante 5-1 dalla Svezia – un risultato che costerà l’esonero al ct Sabri Lamouchi – e questo renderà il gruppo G ancora più aperto, aumentando la posta in palio per questa sfida.




