Jovanotti canta l'amianto a Bari e scoppia la polemica: «La politica è un brutto affare»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sul palco della Darsena di Marisabella, a Bari, davanti a circa 35mila spettatori, Jovanotti ha trasformato in una parodia musicale la vicenda che aveva portato all'annullamento del suo concerto previsto il 17 agosto all'ex Cartiera di Barletta. Sulle note di "Quant'è bello lu primm'ammore", il cantautore ha intonato: «A Barletta c'era l'amianto, chissà se era vero oppure mica tanto», suscitando le risate del pubblico ma anche una serie di reazioni politiche nella città pugliese.

La ricostruzione della vicenda

Lo spettacolo annullato avrebbe dovuto tenersi nell'area dell'ex sito industriale davanti a circa 33mila persone. Nei giorni precedenti all'evento, gli accertamenti avevano evidenziato la presenza di materiali contenenti amianto: l'Arpa aveva rilevato un frammento di alcuni centimetri proprio nell'area interessata dal concerto, vicino all'ingresso, e l'Asl Bat aveva giudicato il sito non idoneo per la possibilità che altri frammenti potessero essere calpestati durante il passaggio di decine di migliaia di spettatori.

Lo stop definitivo era arrivato il 12 agosto, a cinque giorni dall'evento, e due giorni dopo l'autorità giudiziaria aveva aperto un'inchiesta per chiarire la natura e l'estensione della contaminazione nonché eventuali responsabilità. Dopo l'annullamento, lo stesso artista aveva dichiarato che per lui la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa e che si rimetteva alla legge. La data di Bari era stata programmata proprio in sostituzione di quella barlettana.

Il testo della parodia e i riferimenti alla politica

Nel corso dell'esibizione, il cantautore ha ripercorso i fatti di Barletta senza risparmiare stoccate agli amministratori: «La politica è un brutto affare – ha cantato fra gli applausi – sia quella nazionale che quella locale». Poi si è riferito ai fan delusi e messi in difficoltà dalla decisione di annullare l'evento: «Trentacinque cristiani incazzati – ha messo in versi – e file di politici tutti intervistati per finire in mostra sopra un telegiornale, ma è sempre e solo una campagna elettorale». Il riferimento è alle interviste rilasciate dagli esponenti politici nei giorni dello stop.

Nel finale, Jovanotti ha precisato: «L'amianto è roba seria non si deve toccare. Su questo sono serio non si può scherzare», aggiungendo poi l'omaggio alla città che lo ha accolto: «Scalato le montagne e attraversato i mari e finalmente oggi sono arrivato a Bari», con la rassicurazione che «la cosa si è risolta con vino e taralli». Durante la serata c'è stato anche spazio per un duetto con Serena Brancale sulle note di "Anima e core" e "Baccalà".

Prima dell'inizio, il sindaco Vito Leccese ha donato a Lorenzo Cherubini la sacra manna di San Nicola, definita dal primo cittadino simbolo di accoglienza, pace e incontro tra i popoli.

Le reazioni della politica barlettana

Il passaggio dalla preoccupazione all'ironia non è piaciuto a una parte della politica locale. La capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Rosa Cascella, ha affidato la propria replica a un titolo che sintetizza il senso dell'intervento: «Barletta non è una canzonetta: sulla salute non si scherza».

«Alla fine Barletta ha ricevuto un danno economico e di immagine incalcolabile, e non meritava di essere presa a canzonetta», ha affermato, richiamando un principio di prudenza mentre gli accertamenti sono ancora in corso: «Quando si parla di ambiente, salute e di responsabilità che la Procura sta ancora accertando, forse è il caso di stare in silenzio ed avere rispetto», per chi agisce con onestà e professionalità a tutela della salute pubblica e per una città che in passato ha accolto l'artista con tutti gli onori.

Anche Flavio Basile, consigliere comunale di Barletta al Centro, ha reagito duramente, concentrandosi soprattutto sul passaggio dedicato alla politica: «Puoi giocare, scherzare, cantare, ma non generalizzare tentando di denigrare la mia amata città e la politica locale», ha scritto, respingendo l'idea che gli amministratori si siano messi «in fila per far campagna elettorale» sulla vicenda e dicendosi «deluso ed amareggiato».

La nota di Italia Viva e le altre posizioni

Sul versante di Italia Viva, il presidente provinciale Ruggiero Crudele ha commentato: «Ci mancava un notissimo cantante a definire la politica "un brutto affare" (tra le risate del pubblico, ovviamente …), derubricando a bagatelle politiche la sacrosanta esigenza di salvaguardare la salute dei trenta e più mila, secondo lui inca…volati per l'annullamento del suo concerto a Barletta».

Crudele ha aggiunto che non è il caso di offrire rilievo a quello che resta «un diversivo (inconsapevole?!) in un concerto in riva al mare», richiamando l'insegnamento di Papa Paolo VI sulla politica intesa come «un'alta espressione della Carità Cristiana» e il rammarico per «il messaggio fuorviante». Su un piano diverso si colloca l'intervento dell'ex parlamentare Dario Ginefra, che ha indirizzato all'artista una lettera aperta con un invito a compiere un gesto pubblico nelle due tappe finali di Roma.

Luigi Dicataldo, segretario provinciale Bat di Europa Verde – AVS e portavoce cittadino, ha parlato di «colpo basso per la nostra città» e di un flop dell'amministrazione, che a suo dire avrebbe cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto dichiarando che si trattava di una semplice trattativa tra privati.

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