Nella casa di Alessandro Venier a Gemona arrivano gli artificieri: il 35enne era appassionato di armi
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Redazione Interno
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Gli artificieri sono intervenuti nella villetta di via dei Lotti 74, a Gemona del Friuli, dove i Ris di Parma stanno conducendo i rilievi per accertare quanto emerso dalla confessione di Lorena Venier, la madre del 35enne ucciso lo scorso 25 luglio. Le indagini, coordinate dalla Procura, mirano a verificare la presenza di armi o residui bellici, dato che Alessandro – stando a indiscrezioni – coltivava un interesse per oggetti di questo tipo.
La dinamica dell’omicidio, ancora al centro delle verifiche, sarebbe legata a un mix di tranquillanti somministrati attraverso una limonata, secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni. Lorena Venier, 61 anni, ha ammesso il proprio ruolo nella morte del figlio, ma gli investigatori stanno valutando ogni dettaglio per confermare la versione dei fatti. L’abitazione, definita da alcuni «la villetta degli orrori», è stata sottoposta a un’ispezione minuziosa, con l’ausilio di tecnologie avanzate per individuare tracce biologiche o altri elementi utili al caso.




