Il ceo di Ryanair contro la “birra delle 6 del mattino” negli aeroporti: “Un volo al giorno dirottato per colpa degli ubriachi”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un volo dirottato quasi ogni giorno, una media che è passata da un episodio settimanale a una vera e propria emergenza operativa nell’arco di dieci anni. È il dato – tutt’altro che confortevole – che Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha messo nero su bianco per giustificare la sua ultima, provocatoria richiesta: vietare la vendita di alcolici nei bar degli aeroporti durante le fasce orarie mattutine. Il manager, noto per uscite certo poco diplomatiche ma mai banali, ha spiegato in un’intervista al Times che la situazione è ormai fuori controllo; una tendenza alimentata, a suo avviso, dalla possibilità per i passeggeri di consumare birre o superalcolici già alle cinque o alle sei del mattino, approfittando di una deregulation che negli scali – a differenza di quanto avviene per i pub in città – non prevede restrizioni sugli orari di somministrazione. “Non capisco davvero perché qualcuno debba essere servito a quell’ora. Chi ha bisogno di bere una birra alle sei del mattino?” si è chiesto retoricamente il numero uno della low-cost irlandese, puntando il dito contro una pratica che definisce non solo insensata, ma sempre più pericolosa per la sicurezza di volo.

Un caso concreto: da Berlino ad Alicante, atterraggio d’emergenza in Germania

A suffragare le tesi di O’Leary, pur senza alcuna volontà di commento soggettivo, arrivano i fatti di cronaca che hanno costellato le ultime ore. L’esempio più lampante riguarda un volo Ryanair in partenza da Berlino con destinazione Alicante: il comandante, dopo il decollo, si è visto costretto a dichiarare un’emergenza e a deviare la rotta verso l’aeroporto di Karlsruhe-Baden-Baden, nel sud-ovest della Germania. Il motivo, come si legge nel comunicato della polizia tedesca, risiedeva nel comportamento di un 43enne il quale – probabilmente a causa dell’abuso di alcol, visto che si è anche dovuto sottoporre a ripetuti conati di vomito – aveva iniziato a molestare gli altri viaggiatori e il personale di bordo con un’aggressività giudicata “inaccettabile”. Una volta avvenuta la presa al suolo non programmata, l’uomo è stato prontamente prelevato dalle forze dell’ordine; il suo bagaglio è stato scaricato nella stiva, causando un ritardo di circa mezz’ora che ha coinvolto gli altri 184 passeggeri, costretti ad assistere all’operazione di polizia prima di poter riprendere il volo verso la Spagna.

La richiesta formale del manager: limitare i consumi e chiudere i rubinetti al mattino

Di fronte a fenomeni del genere, che definisce “una vera sfida per tutte le compagnie”, O’Leary ha deciso di alzare il tiro. La sua proposta, formalmente avanzata alle autorità competenti, prevede non solo il blocco totale delle vendite nelle ore precedenti le prime partenze – quelle in cui, secondo la sua logica, bere alcolici non ha alcuna giustificazione sociale – ma anche l’introduzione di un limite massimo di due drink a passeggero anche durante gli orari consentiti. Nella sua analisi, il manager scarica parte della responsabilità sulle società di gestione aeroportuale, accusate di fare cassa senza curarsi delle conseguenze: “Siamo ragionevolmente responsabili noi – ha dichiarato – ma gli irresponsabili che ci guadagnano sono gli aeroporti, che tengono aperti i bar alle cinque di mattina e, specialmente durante i ritardi, sono felici di servire alcol a chiunque perché sanno che poi il problema lo esportano verso le compagnie aeree”. Una critica diretta, questa, che ha già suscitato le reazioni contrarie dei giganti della ristorazione come JD Wetherspoon, i cui vertici hanno parlato di una misura impossibile da attuare senza sottoporre i viaggiatori all’etilometro.

La linea dura della compagnia tra multe e azioni legali

Non si tratta, tuttavia, di una semplice strategia comunicativa per tenere banco sui giornali. Da oltre un anno, per la precisione da gennaio del 2025, Ryanair ha avviato una serie di azioni legali sistematiche per rivalersi sui passeggeri violenti, chiedendo loro il risarcimento dei danni economici causati dai dirottamenti. Proprio in questi giorni, a riprova di questa linea dura, è arrivata la conferma della condanna da parte di un tribunale francese (quello di Tolosa) ai danni di due viaggiatori che avevano costretto un volo da Londra Stansted a Ibiza a cambiare rotta: per loro, una multa complessiva che supera i diecimila euro, oltre alla sospensione della pena per dieci mesi. Un segnale importante, secondo la compagnia, per dissuadere chi pensa ancora che l’impunità sia garantita a trentamila piedi d’altezza.

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