Gabriella Greison insultata sui social per un abito scollato: "Parlo di fisica e vi dà fastidio?"
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Redazione Interno
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Gabriella Greison, fisica, scrittrice e divulgatrice scientifica, è finita al centro di una bufera social dopo aver indossato un abito estivo e scollato durante la cerimonia di laurea dell’Università di Messina, al Teatro Antico di Taormina. Invitata come madrina, la 51enne – nota per i suoi lavori sulla fisica quantistica e per i monologhi teatrali – ha scelto un outfit adatto alle temperature roventi che in Sicilia hanno sfiorato i 50 gradi. Ma quell’abito, fresco e senza maniche, è stato il pretesto per una valanga di commenti sessisti, alcuni dei quali hanno ridotto la sua figura a un mero oggetto di derisione.
"Che poppe quantistiche", "Occhio che senza impalcatura ti cadono le tette", "L’età che avanza inesorabile costringe alcune donne a sparare gli ultimi fuochi d’artificio": sono solo alcuni degli insulti apparsi sotto un video pubblicato dalla stessa Greison il 21 luglio, ripreso mentre era in partenza da Linate per raggiungere Taormina. A scatenare gli hater, più che il contenuto del suo intervento accademico, è stato il décolleté, trasformato in un bersaglio da chi, evidentemente, fatica a conciliare l’immagine di una scienziata con quella di una donna che non rinuncia alla propria libertà estetica.
La risposta di Greison non si è fatta attendere. In due post su Instagram, la fisica ha smontato con ironia le critiche, ribadendo un concetto semplice ma ancora scandaloso per molti: "Vi sconvolge una donna che parla di scienza con un bel décolleté? Quello che vi ha turbato non è il vestito. È il fatto che una donna possa parlare di fisica quantistica senza ricordare un uomo, e quindi senza chiedere il permesso". Una presa di posizione netta, che riporta l’attenzione su un nodo culturale mai sciolto, quello del doppio standard che giudica le donne prima per l’aspetto e solo dopo per il contenuto delle loro parole.
Non è la prima volta che Greison, che nel 2019 ha portato in scena lo spettacolo "Monologo quantistico" e ha pubblicato libri come L’incredibile cena dei fisici quantistici, si trova a dover difendere la propria professionalità dagli attacchi legati all’estetica. Già in passato, dopo essere stata invitata in programmi televisivi, qualcuno aveva provato a ridurre il suo lavoro a una questione di fisicità. Ma stavolta la reazione è stata più decisa, perché – come ha sottolineato lei stessa – "l’ironia disinnesca l’assurdo".




