Healy domina in Normandia: una fuga da manuale e il Tour ritrova l’Irlanda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Saint-Malo – Non era la tappa più adatta ai fuggitivi, eppure Ben Healy ha scritto la sua vittoria con l’inchiostro dell’audacia. Quella che Christian Prudhomme aveva definito la frazione più “spaccagambe” del Tour 2025, con i suoi 3.300 metri di dislivello e una media oraria da record (46 km/h), è diventata il teatro di un’impresa solitaria. L’irlandese, 24 anni, ha replicato il colpo già riuscito al Giro 2023, quando a Fossombrone aveva staccato il gruppo con 50 chilometri di anticipo. Stavolta, però, il palcoscenico è più grande, e il margine – 2’40” sul primo inseguitore – è il più ampio degli ultimi cinque anni.

C’è chi corre per conservare le energie e chi, come Healy, trasforma la fuga in un’arte. Nonostante la divisa da cronometro, scomoda ma aerodinamica, e un attacco lanciato a 40 chilometri dal traguardo, il corridore della EF Education-EasyPost ha mantenuto un ritmo implacabile. “Non si vince solo con le gambe”, ha spiegato, sottolineando il lavoro fatto per ottimizzare la sua efficienza. Un approccio che gli ha permesso di riportare l’Irlanda al successo al Tour dopo il trionfo di Sam Bennett sugli Champs-Élysées nel 2020.

Sul resto del gruppo, intanto, si consumava una battaglia diversa. Mathieu van der Poel, grazie a un piazzamento di sicurezza, ha riconquistato la maglia gialla, la decima della sua carriera. Ma il vero protagonista è stato Healy, che con questa vittoria – la 15esima per il suo paese nella storia della corsa – ha chiuso un cerchio aperto con i leggendari Stephen Roche, Sean Kelly e lo stesso Bennett. I numeri, del resto, parlano da soli: due successi in un Grande Giro in due anni, entrambi frutto di fughe lunghe e calcolate.

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