L’assedio notturno dei droni russi su Kiev e le nuove incursioni fuori dal cessate il fuoco
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Redazione Esteri
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Il silenzio armato, quello che per qualche giorno aveva fatto sperare in una tregua, è durato meno del previsto. Oltre cento droni, una vera e propria ondata di velivoli senza pilota accompagnati da missili balistici, si sono abbattuti su diverse città ucraine nella notte, con un obiettivo chiaro: mettere fuori uso gli impianti energetici e le infrastrutture della difesa. Non si è trattato solo di un’operazione dimostrativa, a giudicare dai primi bilanci forniti dalle autorità locali; a Smila, centro urbano nella regione centrale, l’impatto dei frammenti e delle esplosioni ha causato almeno tre vittime accertate, mentre nell’ovest del Paese si contano diversi feriti, alcuni dei quali estratti dalle macerie di edifici non dichiaratamente militari.
Un raid multiplo che ha spezzato la breve tregua
L’attacco, partito subito dopo la formale conclusione di un cessate il fuoco di brevissima durata, ha preso di mira anche la capitale. Secondo quanto riferito dal *Kyiv Independent*, i sistemi di allarme sono scattati a livello nazionale quando l’aeronautica militare ucraina ha rilevato la decollazione di bombardieri MiG-31, velivoli spesso utilizzati come piattaforme per missili ipersonici. A Kiev, il sindaco Vitali Klitschko ha scritto su Telegram che i raid erano “massicci” e in corso, con testimoni locali che hanno parlato di esplosioni a catena nel cielo notturno, subito dopo l’attivazione delle difese aeree. Missili e droni hanno così trasformato il centro della capitale in un obiettivo a cielo aperto, sebbene al momento non sia stato ancora reso noto un bilancio definitivo per quella specifica località.
La reazione di Zelensky e il contesto delle incursioni
“La Russia continua i suoi attacchi e lo fa sfacciatamente”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, senza fornire ulteriori dettagli operativi ma lasciando intendere la sistematicità dei piani offensivi nemici. Dalle sue parole traspare la cifra di una guerra che, ormai da mesi, alterna fasi di stasi a improvvise escalation notturne. Non si tratta, peraltro, di episodi isolati: Zelensky ha ricordato, in un’altra comunicazione, che l’Ucraina sarebbe stata già bersaglio di circa ottocento droni russi solo nell’ultimo periodo, un numero che evidenzia la capacità industriale e logistica del Cremlino nel saturare le difese aeree avversarie.
Sviluppi giudiziari e frizioni diplomatiche sullo sfondo
Mentre le esplosioni risuonavano a Kiev, l’agenzia anticorruzione ucraina ha reso noto di aver scoperto un presunto sistema di riciclaggio di denaro – una rete che, secondo i media locali, coinvolgerebbe Andriy Yermak, già capo di gabinetto del presidente Zelensky. Non ci sono al momento conferme ufficiali sui capi d’accusa, ma l’indagine si inserisce in un quadro di tensioni interne al potere politico-militare del Paese. Parallelamente, sul fronte diplomatico, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha bocciato senza mezzi termini la proposta di Vladimir Putin di scegliere l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come negoziatore: “visto il passato di Schröder – ha dichiarato Kallas – come lobbista di alto profilo per una società russa, è chiaro perché Vladimir Putin lo vorrebbe, così siederebbe da entrambe le parti del tavolo”. Un’osservazione che getta ombre non solo sulla buona fede dell’iniziativa, ma anche sui tentativi russi di trovare canali informali di trattativa.
Missili, droni e il confine slovacco che si serra
Nel frattempo, la Slovacchia ha deciso di chiudere il confine con l’Ucraina, una misura che aggrava ulteriormente l’isolamento logistico del paese invaso e che complica i movimenti di aiuti umanitari e materiali. La decisione, giunta mentre i riflettori internazionali sono puntati sulle incursioni notturne, non è stata commentata né da Kiev né da Bruxelles. Quel che appare certo, dall’analisi dei raid e delle dichiarazioni ufficiali, è che la strategia russa punti a logorare le capacità di resistenza ucraina attraverso attacchi capillari e simultanei, senza soluzione di continuità. I droni, spesso poco più che sagome nel buio, continuano a mietere vittime e a spezzare ogni illusione di una pace imminente.




