Curling, Romei esclusa da Milano Cortina: "Al mio posto la figlia del direttore tecnico"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un vento duro di polemica, che sembra arrivare direttamente dalle piste di ghiaccio, ha investito il mondo del curling italiano alla vigilia dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. La decisione, comunicata pochi giorni dopo l'ultimo raduno della nazionale, ha portato all'esclusione di Angela Romei, atleta ventottenne di Pinerolo considerata un pilastro del team azzurro, la cui assenza rappresenta una cesura netta nel percorso verso la competizione a cinque cerchi. Me lo ha comunicato con una telefonata il direttore tecnico Marco Mariani, ha raccontato l'atleta, lasciando trapelare un profondo smarrimento per una scelta giunta senza che vi fosse, a suo dire, una spiegazione esauriente. La sostituzione, che è stata disposta dal vertice tecnico della Federazione sport invernali, ha creato un solco di perplessità, spingendo molti a interrogarsi sui criteri adottati in vista di un appuntamento così rilevante.

Un cambio generazionale dalle tinte controverse

Al posto di Romei, la cui esperienza internazionale è maturata in quasi un decennio di attività culminato con un prestigioso quarto posto ai Mondiali del 2024 in Canada, è stata infatti convocata Rebecca Mariani. La giovane atleta di Cortina d'Ampezzo, che ha appena compiuto diciannove anni, è figlia proprio del direttore tecnico che ha effettuato la selezione, un particolare biografico che non ha fatto che alimentare le controversie. La scelta, di per sé, segna un audace ricambio generazionale, ma è stata messa in discussione dal fatto che la nuova convocata non vanta, al contrario della veterana esclusa, un palmarès significativo a livello senior nelle competizioni internazionali. Questa circostanza, unita al legame parentale con il decisore, ha trasformato una normale scelta tecnica, di quelle che accadono in tutti gli sport, in un caso destinato a travalicare i confini della disciplina.

Le modalità e il peso dell'assenza di motivazioni

Ciò che ha acuito il disappunto di Angela Romei, oltre alla sostanza della decisione, sono state proprio le modalità e i tempi con cui è stata gestita l'intera faccenda. La telefonata ricevuta, ha spiegato l'atleta, non è stata preceduta né seguita da una motivazione tecnica dettagliata, lasciandola in uno stato di confusione e di profonda amarezza. Sono molto dispiaciuta, ha dichiarato, sottolineando come l'attesa per quella convocazione, sogno di ogni olimpionico, sia stata vanificata da una comunicazione laconica giunta a pochi mesi dall'evento. La mancanza di un chiarimento ufficiale e circostanziato da parte dell'organo tecnico ha impedito, di fatto, di ricondurre la scelta a mere valutazioni sportive, aprendo la strada a interpretazioni e a un dibattito pubblico che rischia di accompagnare la squadra nel suo avvicinamento ai Giochi.

Il precedente e l'ombra sul percorso olimpico

La vicenda, che ricorda per certi aspetti altri casi di cronaca sportiva dove le scelte tecniche sono state messe in discussione da apparenti conflitti d'interesse, si inserisce in un momento delicatissimo per la preparazione della squadra. L'atleta esclusa, che ha definito le modalità dell'esclusione devastanti, porta con sé non solo il peso della delusione personale, ma anche quello di un'esperienza maturata in campi di gioco di tutto il mondo, un bagaglio che ora non sarà a disposizione del team azzurro. Il fatto che la sostituta sia legata da vincolo familiare al direttore tecnico chiamato a selezionare la rosa, senza che vi sia stato un passaggio pubblico attraverso prove comparative inoppugnabili, getta un'ombra su un processo che dovrebbe essere trasparente e basato esclusivamente sul merito atletico, soprattutto quando in ballo c'è la partecipazione a un evento come le Olimpiadi, che si terranno peraltro proprio in Italia.

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