«Stasera tutto è possibile» chiude in bellezza: la stanza inclinata e l’addio al comedy show di Rai 2

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’Auditorium Rai di Napoli, che per sette mercoledì consecutivi è stato il centro nevralgico di un comedy show capace di riscrivere le gerarchie degli ascolti serali, ha ospitato ieri sera, 15 aprile 2026, l’ultimo atto della stagione di «Stasera tutto è possibile». Il programma condotto da Stefano De Martino, che ormai da anni si è ritagliato un ruolo da pilastro per la seconda rete, ha chiuso i battenti temporanei con una puntata a tema “Mai dire mai”, titolo che già suggeriva lo spirito di sfida e resistenza tipico del varietà. E in effetti, nonostante si tratti dell’episodio finale di questo ciclo – il settimo della serie 2026 – la macchina dell’intrattenimento non ha conosciuto cedimenti, proponendo al pubblico uno dei suoi segmenti più temuti e amati: la famosa “stanza inclinata”.

La prova dei 22,5 gradi: equilibrio e improvvisazione sotto pressione

In quel segmento specifico, che ormai rappresenta un marchio di fabbrica per il programma, i concorrenti si trovano costretti a destreggiarsi su un pavimento il cui dislivello tocca i 22,5 gradi. Una pendenza che non è affatto trascurabile, se si considera che il umano, abituato alla planarità, reagisce con torsioni inconsulte e smorfie involontarie proprio mentre lo sketch – improvvisato – deve prendere forma. L’elemento di difficoltà ulteriore, però, arriva dalle direttive impartite dal conduttore: istruzioni a volte surreali, a volte ingannevolmente semplici, che i malcapitati devono eseguire senza spezzare la battuta né cadere rovinosamente. In questo frangente, il “show must go on” diventa un imperativo categorico più che una frase fatta, perché qualsiasi caduta o esitazione spezzerebbe la magia comica dell’istante.

Un cast corale senza debiti: da Paolantoni a Pintus, passando per le imitazioni di De Lucia e Lauretta

L’ultima puntata, come vuole la tradizione dei finali di stagione, ha messo in fila un parterre di ospiti numeroso e variegato. Sul palco – o meglio, dentro quella stessa Auditorium che ha fatto da sfondo a duetti e siparietti – si sono alternati Francesco Paolantoni, la cui verve partenopea non ha certo bisogno di presentazioni, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Peppe Iodice, Angelo Pintus, Rocío Muñoz Morales, Ema Stokholma e Ilenia Pastorelli. Non sono mancati, poi, i due imitatori di lungo corso del programma: Vincenzo De Lucia, che presta i suoi tratti e la sua voce a Maria De Filippi, e Claudio Lauretta, ormai identico a Gerry Scotti in una versione iperrealista che rasenta il perturbante. Queste due presenze, in particolare, rappresentano un collante generazionale: chi guarda il programma sa che l’imitazione non è mai puro scherzo, ma una macchina precisa di citazione televisiva.

Un’intera stagione da record secondo l’Auditel e il meccanismo vincente del comedy show

A guardare i numeri, d’altronde, si capisce perché Rai 2 abbia deciso di puntare su questo format realizzato dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy. La stagione 2026, stando ai rilevamenti Auditel, ha regolarmente messo al tappeto i programmi concorrenti delle reti Mediaset e, quel che più conta, persino alcuni prodotti della stessa ammiraglia Rai. Un’abbuffata di share, verrebbe da dire, che ha trasformato il mercoledì sera in un appuntamento quasi rituale per un pubblico trasversale. E non è un caso: il meccanismo è oliato come un ingranaggio svizzero, e l’Auditorium di Napoli è diventato, in queste settimane, il centro gravitazionale del divertimento catodico nostrano.

Le pagelle dei protagonisti: De Martino uomo dei miracoli, Paolantoni “Sandokan al ragù”

Chi ha seguito l’intera annata, poi, si sarà fatto un’idea precisa dei singoli interpreti. A Stefano De Martino, che tiene in pugno la regia e il ritmo senza mai perdere il filo, è stato attribuito il massimo dei voti: un ideale 10 da “uomo dei miracoli”, perché è riuscito dove molti suoi colleghi hanno fallito, cioè a tenere insieme comicità pop e rispetto dei tempi televisivi. Francesco Paolantoni, dal canto suo, ha ricevuto un bel 7 con l’appellativo di “Sandokan al ragù”: una metafora che mescola l’esotico e il napoletano, efficace per restituire la sua verve un po’ piratesca e un po’ casereccia. Brenda Lodigiani, invece – anche se non presente in questa puntata conclusiva – era stata stroncata in precedenza con un 5 da “ormone impazzito”, a dimostrazione che le pagelle non hanno guardato in faccia nessuno.

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