Ziliani e Pardo, due analisi sul Milan: gioco assente e squadra corta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pareggio in extremis contro il Genoa, concesso a San Siro in una di quelle serate che lasciano più domande che risposte, ha riaperto un dibattito mai realmente sopito sull'identità e la consistenza di questo Milan. Se da un lato, infatti, il risultato finale ha evitato una sconfitta che sarebbe stata pesantissima nel contesto della corsa scudetto, dall'altro la prestazione ha fornito nuovi elementi a chi sostiene che la squadra stia navigando a vista, salvata più dal talento dei singoli che da un progetto di gioco riconoscibile e solido.

La critica radicale di Ziliani: "Nessuno straccio di gioco"

Paolo Ziliani, noto per le sue posizioni spesso nette, non usa mezzi termini nel commentare lo stato delle cose, sfatando quella che definisce una "leggenda metropolitana". Secondo il giornalista, non è l'andamento negativo contro le cosiddette piccole a San Siro – come Cremonese, Pisa, Sassuolo e lo stesso Genoa – il vero problema del Milan, bensì l'esatto contrario. La tesi, che capovolge la prospettiva più comune, suggerisce come le difficoltà emergano in realtà in un quadro più ampio e preoccupante, quello di un collettivo che fatica a esprimere una filosofia di gioco organica. "Ai tifosi del Milan non piacerà sentirlo", afferma Ziliani, "ma il punto è proprio questo: non c'è uno straccio di gioco". Una dichiarazione dura, che punta il dito sulla sostanza del gioco espresso più che sui semplici risultati, i quali, pur posizionando la squadra al secondo posto, nasconderebbero secondo questa visione una fragilità di fondo.

Pardo: il nodo della profondità della rosa

Un'altra voce autorevole, quella di Pierluigi Pardo, concorda sulla necessità di un miglioramento, pur analizzando una dimensione diversa. Il noto commentatore, intervenuto dopo la partita, ha sottolineato come "a livello numerico, la rosa del Milan sia un po' corta". Una valutazione che tocca un nervo scoperto, soprattutto in vista della lunga stagione, e che individua margini di intervento precisi, in particolare nel reparto difensivo. La sensazione, leggendo tra le righe, è che la squadra, pur valida nell'undici titolare, risenta di un alternarsi di infortuni e della fisiologica stanchezza, non avendo sempre a disposizione soluzioni di pari livello da inserire nel corso della partita o in caso di necessità. "Questo Milan è migliorabile, non c'è dubbio", ha concluso Pardo, indicando il mercato come la leva su cui agire per colmare un gap che non è solo di qualità assoluta, ma anche e soprattutto di quantità e di copertura di tutti i ruoli.

Le reazioni e il dibattito sugli opinionisti

La discussione, come spesso accade, non è rimasta confinata alle sole colonne dei giornali o agli studi televisivi, ma è esplosa anche sui social network, diventando a tratti aspra. Maurizio Pistocchi, ad esempio, ha lanciato un attacco diretto contro molti colleghi opinionisti, accusandoli di non voler vedere o di non voler dire con chiarezza quale sia, a suo avviso, la reale natura del problema. Il pareggio con il Genoa, arrivato nella giornata simbolica della duecentesima panchina rossonera per l'allenatore, ha quindi agito da catalizzatore, polarizzando le posizioni e portando alla luce un malessere che va oltre il singolo punto perso in classifica. Alcuni ne fanno una questione di mentalità, altri di scelte tecniche, altri ancora di materiale a disposizione: quel che è certo è che la strada per la vetta appare in salita, lastricata di interrogativi ai quali si dovrà cominciare a trovare una risposta convincente.

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