Il caso arbitrale dopo Verona-Juventus e le polemiche di Ziliani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le polemiche arbitrali, che sembrano ormai una costante del campionato, hanno avuto come epicentro, in questa quarta giornata, il pareggio tra Verona e Juventus. L’allenatore della Juventus, Igor Tudor, ha espresso con veemenza il suo disappunto al termine di una partita conclusasi sull’1-1, definendo “vergognoso” il rigore concesso ai gialloblù per un contatto di Federico Gatti su Joao Mario e criticando aspramente l’espulsione dello stesso difensore bianconero. Dichiarazioni forti, le sue, che hanno immediatamente riacceso il dibattito sull’operato dei direttori di gara e sulla loro coerenza, sollevando interrogativi su quanto accaduto in passato.

Paolo Ziliani, noto giornalista, ha colto la palla al balzo per una delle sue analisi taglienti, mettendo in luce quella che appare come una palese contraddizione. Secondo la sua ricostruzione, le aspre proteste odierne della Juventus stridono con il silenzio che avrebbe caratterizzato l’ambiente bianconero in occasione di episodi favorevoli e, a suo dire, immeritati. Ziliani richiama alla memoria alcuni casi specifici, come i “clamorosi mani impuniti di Danilo e Weah” nella passata stagione o i “ridicoli mani di Luperto e Candela puniti col calcio di rigore”, ipotizzando che quei punti aggiuntivi, frutto di decisioni controverse, avrebbero contribuito in modo decisivo al percorso della squadra.

L’effetto immediato delle rimostranze di Tudor, però, non si è fatto attendere. Come riportato da fonti di stampa, l’AIA avrebbe infatti deciso di adottare dei provvedimenti nei confronti dell’arbitro Antonio Rapuano e del VAR Gianluca Aureliano, i quali verrebbero temporaneamente destinati a incarichi di minore rilevanza, come la Serie B. Una dinamica, questa, che ricorda da vicino quanto accaduto dopo Milan-Bologna con altri arbitri, e che dipinge un quadro di sostanziale instabilità all’interno dell’organismo che dovrebbe garantire l’imparzialità del gioco.

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