Il Milan riparte da Amorim, ma il casting per il vertice resta aperto: sfuma Krösche, spuntano Boto e Kehl
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Redazione Sport
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La scelta di affidare la panchina a Rúben Amorim, formalizzata con un contratto triennale che lega il tecnico portoghese al club rossonero fino al 2029 e che prevede un ingaggio di base di 3,5 milioni di euro a stagione, rappresenta un punto fermo nel nuovo corso targato RedBird, ma non ha certo risolto i problemi di una dirigenza che si presenta all'appuntamento con il mercato estivo priva di una guida tecnica per la prima squadra.
L'entusiasmo per l'arrivo del giovane allenatore, considerato una delle menti più innovative della nuova generazione europea e reduce da una complicata esperienza al Manchester United, si scontra ora con una realtà gestionale complessa, dove la figura dell'Head of Football, quella che dovrebbe orchestrare la strategia di calciomercato e dialogare quotidianamente con l'allenatore, è ancora un punto interrogativo.
Il no di Krösche e la corsa contro il tempo
L'operazione che sembrava più vicina alla conclusione, quella che avrebbe portato a Milanello il tedesco Markus Krösche in qualità di head of football, con il suo braccio destro Timmo Hardung al suo fianco, è invece naufragata in maniera piuttosto netta negli ultimi giorni. La scelta del dirigente dell'Eintracht Francoforte di restare in Germania, dettata da ragioni di tempistica e da un contratto che lo lega al club fino al 2028, ha costretto il patron Gerry Cardinale e i suoi collaboratori a riaprire immediatamente il casting.
Un vero e proprio contrattempo, questo, che rischia di far accumulare al Milan un ritardo considerevole nella pianificazione della prossima stagione, considerando che il raduno a Milanello è fissato per il 12 luglio e che la finestra di mercato, ufficialmente aperta dal 29 giugno, è ormai alle porte.
Proprio la mancanza di una figura apicale in sede, che possa gestire le operazioni in entrata e in uscita per la prima squadra, rende il club, al momento, più un osservatore che un attore protagonista del mercato, sebbene qualche movimento si registri per le operazioni legate al Milan Futuro e al settore giovanile, come dimostrano gli arrivi di Aurelien Guernier e Lorenzo Calvani.
Nonostante la fumata nera con Krösche, la dirigenza rossonera ha già sondato diverse piste percorribili, e non è un caso che i nomi emersi con maggiore insistenza nelle ultime ore appartengano a un ristretto gruppo di dirigenti che, in precedenza, avevano già espresso un parere favorevole sulla scelta di Amorim.
I nuovi candidati: Boto, Kehl e le suggestioni
Tra i profili più accreditati per ricoprire l'incarico spicca quello di José Boto, attualmente in forza al Flamengo ma da tempo nel mirino di diversi club europei. La sua candidatura appare particolarmente calda per una ragione ben precisa: Boto è portoghese come Amorim e, soprattutto, con il nuovo allenatore rossonero condivide un passato comune ai tempi del Benfica, un' alchimia che potrebbe facilitare la fase di transizione e la costruzione di un rapporto di lavoro solido e immediato.
A completare il quadro dei possibili successori, nelle ultime ore sono emersi anche i nomi di Sebastian Kehl, fresco di addio al Borussia Dortmund e dotato di una visione calcistica che molti avvicinano a quella di Krösche, e quello di Jason Ayto, proposto da un intermediario dopo l'esperienza maturata a Brighton.
Se da un lato la società è al lavoro per trovare un sostituto, dall'altro le voci di mercato si moltiplicano, alimentate anche dalla presenza dell'agente Jorge Mendes, che sembra destinato a giocare un ruolo centrale in questa prima fase dell'era Amorim.
La necessità prioritaria è quella di un centravanti di peso, e il nome di Gonçalo Ramos, in uscita dal Paris Saint-Germain e da tempo nel mirino del Milan, è sulla bocca di tutti, così come la suggestione che porta a Francisco Trincão, un esterno mancino che allo Sporting Lisbona ha già lavorato con Amorim e che il tecnico portoghese conosce perfettamente.
Mentre il casting per la dirigenza prosegue e si infittiscono le indiscrezioni sul calciomercato, le parole di Ciccio Graziani, rilasciate durante la trasmissione "Notti Mondiali" della Rai, hanno aggiunto un pizzico di scetticismo e cautela al dibattito. L'ex attaccante, commentando la scelta del Milan, ha infatti paragonato Amorim ai suoi connazionali Fonseca e Conceiçao, che lo hanno preceduto sulla panchina rossonera, definendo la decisione del club un "scherzare col fuoco" e auspicando che per il bene dei tifosi questa volta possa andare diversamente.
Un monito che sottolinea come la sfida di Amorim sia duplice: riportare il Milan in Champions League e cancellare in fretta i ricordi delle ultime travagliate stagioni.




