L'Ucraina colpisce due raffinerie in territorio russo e navi nel Mar Nero, la risposta di Kiev dopo i raid su Odessa
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Redazione Esteri
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A distanza di poche ore dai pesanti bombardamenti che hanno colpito la regione di Kiev provocando la morte di almeno diciassette civili, l'Ucraina ha messo a segno una risposta che per coordinate geografiche e rilevanza strategica degli obiettivi rappresenta una delle operazioni a lungo raggio più significative degli ultimi mesi.
Il presidente Volodymyr Zelensky, intervenendo sul suo canale Telegram, ha confermato che le Forze di difesa hanno condotto attacchi coordinati contro infrastrutture petrolifere situate a oltre milleduecento chilometri dalla linea del fronte, oltre a colpire imbarcazioni russe nelle acque del Mar Nero. Una replica che arriva al termine di una giornata che aveva visto Mosca rivendicare l'abbattimento di seicentocinque droni ucraini e colpire due navi mercantili nei pressi del porto di Odessa, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo.
L'attacco alla raffineria di Yaroslavl e il sistema di difesa russo
Tra gli obiettivi colpiti dall'esercito ucraino spicca la raffineria di Yaroslavl, un impianto classificato come il quinto per capacità produttiva tra quelli operanti sul territorio della Federazione Russa. Situata a circa settecento chilometri dal confine con l'Ucraina, la struttura è stata raggiunta da mezzi a lungo raggio che hanno superato le difese aeree posizionate a protezione del complesso industriale, provocando danni la cui entità non è stata ancora resa nota in via ufficiale.
In parallelo a questo attacco, le forze di Kiev hanno preso di mira anche una seconda raffineria di dimensioni minori, ampliando così il raggio d'azione di una strategia che nelle ultime settimane aveva già visto moltiplicarsi gli episodi di incursione in profondità nel territorio nemico. Da parte sua, la Russia ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto seicentocinque droni, un numero che testimonia l'intensità dell'offensiva aerea scatenata dall'Ucraina e la pressione esercitata sui sistemi di difesa antiaerea schierati lungo il confine e nelle regioni interne.
Le dichiarazioni di Zelensky e la situazione sul fronte meridionale
Il presidente ucraino ha definito le operazioni come risposta ai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili e le linee di approvvigionamento, e ha ribadito la capacità delle sue forze di raggiungere obiettivi lontani dal teatro bellico principale, laddove la logistica nemica mostra vulnerabilità difficilmente colmabili.
Contestualmente, il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato il successo di un'operazione navale nelle acque antistanti Odessa, dove due navi mercantili sono state colpite perché ritenute responsabili del trasporto di materiale bellico destinato alle truppe di Kiev; un'azione che segna l'ennesimo episodio di tensione nel Mar Nero, teatro di scontri e blocchi che hanno finito per condizionare pesantemente le esportazioni cerealicole ucraine e la sicurezza della navigazione commerciale nella regione.
L'escalation degli attacchi a lunga gittata, che nelle ultime settimane ha coinvolto sia le infrastrutture energetiche che i centri abitati, ha portato a un drammatico aumento delle vittime tra la popolazione civile, alimentando le preoccupazioni della comunità internazionale per una guerra che sembra aver perso ogni freno nei suoi effetti collaterali.
La nuova nomina al vertice dell'esercito ucraino
In un contesto di crescente pressione sui comandi militari, il generale di brigata Serhiy Sobko, attuale capo di Stato maggiore e vicecomandante dell'undicesimo Corpo d'armata ucraino, è stato destinato a ricoprire il ruolo di vice comandante in capo delle Forze armate. L'incarico vedrà Sobko affiancare il generale Mykhailo Drapatyi, in quella che appare come una riorganizzazione dei vertici militari volta a garantire maggiore coerenza operativa tra le diverse linee di comando, in particolare nella gestione delle operazioni a lungo raggio e nella difesa delle aree meridionali del paese.
La decisione, annunciata in parallelo agli attacchi contro le raffinerie e le navi russe, sottolinea come Kiev stia cercando di razionalizzare la catena di comando per affrontare le sfide imposte da un nemico che mantiene la superiorità numerica e che continua a bombardare le reti energetiche e di trasporto ucraine, come dimostra l'ultimo attacco contro una stazione ferroviaria che ha causato ulteriori danni alle già provate infrastrutture logistiche del paese.
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