Re Carlo, Trump demolisce Harry e ironizza: “Come sta sua moglie Meghan?”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La vigilia della visita ufficiale di re Carlo III negli Stati Uniti, in programma a partire dal 27 aprile, è stata segnata da un ennesimo, imbarazzante episodio legato al secondogenito. Il principe Harry, intervenendo da Kiev sul palco di una conferenza sulla sicurezza, ha pronunciato un discorso che, lungi dal rimanere inosservato, ha provocato una reazione fulminante e sarcastica da parte del presidente americano Donald Trump. Il duca di Sussex, che ormai da tempo ha abdicato ai propri doveri istituzionali, ha scelto proprio la vigilia del viaggio paterno per criticare il ruolo degli Stati Uniti nel conflitto ucraino, invitando la leadership americana a “onorare i propri obblighi” in materia di guerra. Una mossa, la sua, che ha rischiato seriamente di innescare un incidente diplomatico a scapito del Regno Unito, proprio mentre il sovrano si appresta a varcare l’oceano.

La reazione di Trump e lo smacco al principe

Incalzato dai giornalisti alla Casa Bianca, Trump non ha atteso un secondo per liquidare l’appello del figlio di Carlo. “Io so una cosa per certo – ha detto il presidente, con la consueta nettezza – Harry non parla per conto del Regno Unito”. Una dichiarazione, questa, che ha sostanzialmente rimosso ogni legittimazione al principe, riducendolo al rango di un privato cittadino le cui opinioni non avrebbero alcun peso nelle relazioni tra stati. Ma il colpo di grazia è arrivato subito dopo, quando il capo della Casa Bianca ha deciso di alzare il tiro dell’ironia. “Apprezzo molto i suoi consigli – ha aggiunto con tono tagliente – Parlo più io a nome della Gran Bretagna che lui. Come sta sua moglie Meghan?”.

L’effetto sui preparativi del viaggio reale

Proprio mentre re Carlo e la regina Camilla ultimano i preparativi per la visita oltreoceano – una missione delicata che, secondo le intenzioni di palazzo, dovrebbe rinsaldare le relazioni bilaterali – il presidente americano ha scelto di attaccare frontalmente il duca di Sussex, trasformando quella che poteva essere una semplice gaffe in una presa di posizione precisa. Da un lato, Trump ha definito Carlo “un grande uomo”, auspicando che la sua visita possa giovare ai rapporti tra i due paesi; dall’altro, ha usato la moglie di Harry, Meghan Markle, come bersaglio di una battuta che nei palazzi reali è stata interpretata come una vera e propria umiliazione pubblica. La domanda retorica sulla salute della duchessa – “Salutami Meghan”, la versione “gentile” del messaggio – ha sancito la distanza abissale tra un principe ormai slegato dalla corona e un presidente che non intende concedergli alcuna autorità morale.

Un duca che non parla per Londra

L’accorato discorso tenuto da Harry a sorpresa a Kiev, nel quale invitava gli Stati Uniti a fare di più per una pace duratura, ha insomma toccato la “sensibilità” del tycoon. Quest’ultimo, nella sua replica, ha voluto mettere i puntini sulle “i” ribadendo un concetto semplice: quello che il figlio ribelle di Carlo III non rappresenta né la corona né il governo britannico. “È una cosa che so”, ha scandito Trump, chiudendo di fatto ogni possibile spazio a un ripensamento. Nessun cenno, nella sua replica, a possibili ripercussioni concrete sul viaggio reale; ma il gelo prodotto dalle sue parole rischia di pesare sull’atmosfera dell’incontro tra il sovrano e il presidente, previsto nel corso della tournée.

L’ombra dell’incidente diplomatico

È mancato poco, insomma, che la critica di Harry al ruolo degli Usa si trasformasse in un incidente formale. Il principe, dal suo palco ucraino, aveva chiesto agli americani di rispettare gli obblighi della Nato, un invito che Trump ha liquidato con un sarcasmo feroce. “Come sta sua moglie Meghan?”: la frase, ripetuta dai media di tutto il mondo, ha finito per oscurare il messaggio originale del duca, concentrando l’attenzione sul tono irriverente di una risposta che appare studiata per ridicolizzare l’interlocutore. Il viaggio di Carlo, che doveva essere un’occasione di distensione, si trova ora a dover fare i conti con l’ombra lunga delle parole del figlio, le stesse che hanno spinto il presidente americano a demolire ogni pretesa di rappresentanza del principe.

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