Scioperi nei trasporti a maggio: salari, sicurezza e welfare al centro delle proteste
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Redazione Interno
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Mentre il mese di maggio si apre all’insegna della mobilitazione sindacale, il settore dei trasporti in Italia si prepara a una serie di agitazioni che, secondo le stime, toccheranno quota trenta tra scioperi nazionali e territoriali. Le rivendicazioni, che affondano le radici in questioni irrisolte da anni, ruotano attorno all’aumento dei salari, alla sicurezza sul lavoro e alla sostenibilità del welfare, temi spesso ridotti a mere fonti di "disagio" per i viaggiatori, oscurando così le criticità strutturali di un sistema al collasso.
Oggi, in particolare, è toccato ai ferrovieri incrociare le braccia per otto ore, dalle 9 alle 17, con ripercussioni inevitabili sui treni gestiti da Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Trenord e Tper. Ritardi e cancellazioni hanno segnato la giornata, mentre Italo, il cui personale opera sotto un diverso contratto, ha mantenuto regolarmente le corse. La protesta, confermata nonostante un tentativo di mediazione al ministero delle Infrastrutture, nasce dal mancato rinnovo del contratto nazionale del comparto e di quello aziendale con il Gruppo Fs, scaduti ormai da oltre un anno.
Domani toccherà a Genova e alla Liguria affrontare un’analoga interruzione del servizio, sempre dalle 9.01 alle 17, con possibili disagi anche nelle fasce orarie precedenti e successive allo sciopero. L’agitazione, promossa dai sindacati confederali, coinvolgerà il personale del Gruppo FS e delle sue controllate, mettendo a rischio la regolarità delle tratte regionali e nazionali.




