La Consulta: la Todde resta al suo posto. Decadenza illegale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’iter giudiziario e politico che, a partire dal dicembre successivo alla sua elezione a febbraio, aveva insidiato la posizione di Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, si è risolto con un pronunciamento netto e definitivo. La Corte Costituzionale, con le parole chiare della sentenza numero 148 resa pubblica questa mattina, ha infatti affermato senza mezzi termini che “non spettava al Collegio di Garanzia elettorale di imporre la decadenza del presidente della Regione”, spazzando via, di fatto, la richiesta di rimozione della governatrice.

Il cuore della decisione degli Ermellini

I giudici della Consulta, nel accogliere il ricorso per conflitto di attribuzione presentato dalla Regione Sardegna contro lo Stato, hanno stabilito l’illegittimità dell’operato del Collegio di garanzia, il quale, secondo la Corte, ha ecceduto i propri poteri decidendo la decadenza per motivi non previsti dalla legge quali cause di ineleggibilità. Una pronuncia che, mentre sancisce l’invalidità di quell’atto, non entra nel merito delle contestazioni amministrative, che restano di competenza di altri gradi di giudizio, e che ha il pregio di riaffermare i delicati equilibri tra i diversi organi dello Stato.

Le reazioni e lo scenario politico

Se da un lato la maggioranza che sostiene la Todde ha accolto con soddisfazione l’esito del giudizio, dall’altro l’opposizione in Consiglio Regionale, pur riconoscendo la decisione, invita alla cautela. Gli esponenti del centrodestra fanno notare come “restano comunque le gravi inadempienze nella rendicontazione delle spese elettorali di Alessandra Todde”, rimarcando che la partita, sul piano civile, è tutt’altro che chiusa e che sarà la Corte d’Appello a doversi esprimere su quelle specifiche vicende, le quali, peraltro, non sono state oggetto dell’odierna sentenza.

Le altre questioni giurisdizionali

La Corte Costituzionale ha inoltre valutato come inammissibile un ulteriore profilo del conflitto di attribuzione, quello relativo alla sentenza del tribunale di Cagliari che in precedenza aveva rigettato il ricorso presentato dalla governatrice contro l’Ordinanza-Ingiunzione emessa dal Collegio di garanzia. Questo aspetto, sebbene secondario rispetto alla pronuncia principale sulla decadenza, completa il quadro di un contenzioso giuridico particolarmente articolato, le cui conseguenze si riverberano ora esclusivamente sul piano del processo civile ordinario.

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