Gli occhiali di Macron a Davos fanno il pieno di ordinativi dopo la battuta di Trump
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Redazione Esteri
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Non solo dazi e geopolitica: al World Economic Forum di Davos, tra un monito sulla Groenlandia e l’annuncio di possibili ritorsioni commerciali contro l’Unione Europea, a catalizzare l’attenzione – in maniera del tutto inaspettata – è stato un accessorio. Gli occhiali da sole indossati dal presidente francese Emmanuel Macron, infatti, sono diventati in poche ore un caso mediatico e commerciale, trasformando un dettaglio dell’outfit in un fenomeno virale di portata internazionale. Una popolarità improvvisa, quella del modello, che ha trovato una sponda significativa nella spiritosaggine pubblica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale, durante il suo intervento, ha ironizzato sull’aspetto del collega francese chiedendosi apertamente cosa gli fosse successo.
Un accessorio nato dall’esigenza e diventato simbolo
La scelta di Macron, che ha mantenuto gli occhiali scuri anche durante il discorso al chiuso, non è stata dettata da una questione di stile bensì da una necessità medica, ovvero una lieve emorragia sottocongiuntivale che ha interessato il suo occhio destro provocandone l’arrossamento. Quel che poteva rimanere una semplice nota di cronaca, quasi un’immagine curiosa, si è invece tramutata in una potente leva di marketing, generando un interesse di massa verso l’oggetto in questione. L’azienda produttrice, d’altronde, non ha tardato a capitalizzare la visibilità gratuita, constatando attraverso un comunicato sul proprio sito web l’“eccezionale numero di visite e richieste” ricevute a seguito dell’esposizione.
Il modello e il legame con l’Italia
Gli occhiali che hanno scatenato il “boom”, come confermato dallo stesso brand, appartengono al modello Pacific S01 della maison francese Henry Jullien, la quale, in un intrigante intreccio industriale, è controllata dal gruppo italiano iVision Tech. Caratterizzati da una montatura ispirata a uno stile “Top Gun” e da lenti dalle sfumature blu, rappresentano un prodotto di fascia alta, con un prezzo di listino che si attesta intorno ai 659 euro. Un valore non accessibile a tutti, il quale, tuttavia, non sembra aver frenato l’entusiasmo degli acquirenti, pronti a emulare il look del leader francese nonostante il costo considerevole.
L’effetto moltiplicatore della politica-spettacolo
Il caso dimostra, una volta di più, come la visibilità dei personaggi pubblici, soprattutto in contesti iper-mediatizzati come Davos, possa tradursi in un immediato impulso economico per marchi e prodotti, al di là delle intenzioni originarie. La battuta di Trump, per quanto apparentemente marginale, ha agito da cassa di risonanza supplementare, alimentando il ciclo di notizie e conversazioni online che hanno spinto molti verso gli shop digitali. Si è creato così un circolo virtuoso per l’azienda, dove cronaca, politica e costume si fondono, determinando trend che vanno ben al di là della semplice cronaca mondana.




