Brocchi dopo Atalanta-Juve: “Holm è un giocatore voluto da Spalletti, come Boga sembra che non ti danno niente e poi diventano decisivi”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il terzo sigillo in maglia bianconera, quello che probabilmente pesa più degli altri se si considera il contesto e l’avversario, è bastato alla Juventus per espugnare il Gewiss Stadium e piegare l’Atalanta di Raffaele Palladino. La squadra di Spalletti – che tra l’altro ha da poco rinnovato il proprio contratto fino al 2028, blindando così il progetto tecnico – si è imposta per 1-0 e ha agguantato momentaneamente il quarto posto in classifica, scavalcando il Como (impegnato domani nel posticipo delle 20.45 contro l’Inter). Una vittoria, quella dei bianconeri, dal peso specifico notevole: non solo perché proietta la formazione torinese nella zona Champions League, ma anche perché ha saputo approfittare del passo falso del Milan, sconfitto poche ore prima dall’Udinese, accorciando così a -3 dal terzo posto occupato proprio dai rossoneri.

L’analisi di Brocchi e il profilo inaspettato di Holm

A gettare luce sulla prestazione e sul valore di alcuni interpreti ci ha pensato il commento tecnico di Brocchi, secondo cui “Holm è un giocatore voluto espressamente da Spalletti”. Una dichiarazione che sposta l’attenzione sulla lungimiranza del dirigente – o forse del club – nell’aver puntato su un elemento la cui incisività, a prima vista, potrebbe sfuggire. Lo stesso Brocchi ha aggiunto un paragone eloquente: “Come Boga, sembra che non ti diano niente e poi diventano decisivi”. Un’osservazione che coglie l’essenza di certi calciatori moderni, capaci di rendersi utili negli episodi senza strafare in termini di possesso palla o giocate vistose. Holm, del resto, è stato proprio uno dei protagonisti silenziosi della sfida di Bergamo, dove la Juventus ha dovuto soffrire non poco, specialmente nella prima frazione di gioco.

Le parole di Holm: sofferenza, riscatto e un sogno chiamato Juventus

Il diretto interessato, Emil Holm, si è presentato ai microfoni di Sky Sport con la sincerità di chi ha appena superato un periodo complicato. “Era una partita molto importante per noi, sono felicissimo dei tre punti e di essere stato in campo”, ha esordito lo svedese, rivelando poi il retroscena delle “sei settimane difficili” trascorse dopo l’arrivo in bianconero: “Sono arrivato e subito ho avuto quell’infortunio. Ora sono felicissimo di questa vittoria”. Un’ammissione, la sua, che restituisce il senso di un riscatto personale oltre che collettivo. Holm ha inoltre analizzato l’andamento della gara: “Sapevamo che giocare a Bergamo è sempre difficile, sapevamo di dover dare tutto e oggi l’abbiamo fatto. Nel primo tempo abbiamo sofferto un po’, poi nel secondo siamo stati più bravi. Giocare alla Juventus è un sogno per me, quando scendo in campo do tutto me stesso”. E proprio nel secondo tempo, ha aggiunto quasi come un inciso, “abbiamo dimostrato la nostra forza e ho fatto quasi un assist…”.

Una vittoria costruita sulla resilienza e sugli errori da correggere

Non è mancata, nel racconto di Holm, una nota autocritica relativa alla prima mezz’ora di gioco: “Nel primo tempo abbiamo perso troppi palloni”. Un’ammissione che conferma quanto la prestazione juventina sia stata tutt’altro che perfetta, anzi costruita sulla capacità di resistere alle folate dell’Atalanta per poi colpire al momento giusto. La squadra di Palladino, dal canto suo, ha spinto senza riuscire a trovare il pertugio giusto, incappando in una delle sconfitte casalinghe più amare della stagione. Per la Juventus, invece, l’euforia è temperata dalla consapevolezza dei margini di miglioramento: se i bianconeri vogliono consolidare il quarto posto – o addirittura insidiare il Milan – dovranno limare quelle sbavature in fase d’impostazione che a Bergamo hanno rischiato di costare care. Intanto, però, i tre punti sono lì a testimoniare una solidità mentale non scontata, specie dopo le recenti turbolenze.

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