Allenamento dopo i 40 anni, l'ortopedico: "La forza diventa prioritaria"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con l'avanzare dell'età, che procede inesorabile, il Corpo umano subisce trasformazioni fisiologiche profonde, tra le quali una progressiva riduzione della massa muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. È proprio in questa fase, quando si supera la soglia dei quarant'anni, che l'attività fisica cessa di essere una semplice opzione per trasformarsi in una componente imprescindibile del benessere quotidiano. I vantaggi di un esercizio condotto con regolarità, del resto, sono ampiamente riconosciuti per quanto concerne la salute cardiovascolare, il controllo del peso corporeo e la gestione di parametri cruciali come il colesterolo e la glicemia. Un impegno motorio, che deve essere moderato e privo di eccessi per non trasformarsi in un pericolo, è dunque raccomandabile a qualsiasi età, ma acquisisce un'importanza addirittura maggiore una volta varcato quel traguardo anagrafico.

La forza come pilastro fondamentale

A sottolineare con forza questo concetto è la posizione del professore Phillip Williams, docente al Dipartimento di chirurgia ortopedica al Baylor College, il quale pone l'accento su un aspetto specifico e, forse, a volte trascurato da chi si approccia all'esercizio in età non più giovane. Secondo l'ortopedico, "l'allenamento per la forza dovrebbe essere l'esercizio principale per chiunque abbia più di 40 anni". Questa affermazione, che potrebbe apparire controcorrente in un panorama dominato dalla corsa o dal ciclismo, si fonda su una considerazione biologica: contrastare attivamente la perdita di muscolo non è solo questione di estetica, ma è funzionale a mantenere una piena autonomia e a sostenere il metabolismo. Camminare, un'attività lodevole e accessibile a molti, da sola non è più sufficiente per ottenere tutti i benefici; serve un lavoro più mirato.

Superare il pregiudizio dell'età

Persiste, tuttavia, una resistenza psicologica difficile da scalfire, che porta molti a credere che sia ormai troppo tardi per cominciare, che i benefici siano ormai marginali o che per ottenere risultati apprezzabili sia necessario abbracciare uno stile di vita da atleta professionista. Di conseguenza, non pochi si rassegnano a una condizione sempre più sedentaria, convinti che il movimento intenso sia un'affare riservato esclusivamente ai giovani. Nulla di più fuorviante, come evidenzia l'esperto, il quale ricorda che non serve essere "sportivi" in senso stretto, soprattutto dopo i sessant'anni; ciò che conta è essere costanti e seguire un programma adeguato alle proprie capacità.

Il secondo momento migliore è adesso

Se il momento ideale per iniziare a muoversi si è perso nella giovinezza, trascorsa magari in modo non proprio attivo, non bisogna pensare di aver perso irrimediabilmente il treno del benessere. Chi inizia un'attività fisica "solo" dopo i quarant'anni, infatti, può contare su adattamenti fisiologici sorprendentemente efficaci. Il corpo, se opportunamente sollecitato, risponde ancora in maniera positiva, costruendo forza e migliorando la propria condizione generale. I guadagni in termini di salute, anche per chi arriva tardi a questo appuntamento, sono tutt'altro che trascurabili e dimostrano che non esiste un limite anagrafico oltre il quale lo sforzo non valga più la pena.

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