Addio alla posta prioritaria, da oggi spedire costa di più e ci vuole più tempo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una delle modifiche più significative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, quella che interessa il mondo della corrispondenza fisica, entra ufficialmente in vigore da oggi, 1° maggio. Come era stato anticipato nelle scorse settimane, Poste Italiane non è più obbligata a offrire il servizio di posta prioritaria – quello che garantiva la consegna entro un giorno lavorativo (il cosiddetto modello J+1) – all’interno del perimetro del Servizio Postale Universale. L’azienda, che grazie a questa manovra normativa vede riconfermato l’affidamento della rete fino al 2036 -2-9, ha aggiornato di conseguenza le proprie condizioni generali di servizio, allineandosi a un’analisi di mercato condotta dall’AGCOM dalla quale emergeva che la clientela ricerca oggi meno la celerità e più l’affidabilità della consegna.

Servizi tagliati e nuove regole per le spedizioni veloci

La norma, come specificato dall’ente guidato da Matteo Del Fante, esclude formalmente dal regime dei prezzi calmierati prodotti come Posta1, Posta1Pro, Posta1online (sia nazionale che internazionale) e Postapriority Internazionale. Quest’ultimo, nello specifico, non scomparirà del tutto ma subirà una pesante limitazione: a partire dalla metà di maggio sarà acquistabile esclusivamente agli sportelli degli uffici postali, senza quindi la possibilità di utilizzare i consueti francobolli o di affidarsi alle cassette di impostazione. Per quanto riguarda i francobolli cosiddetti "forever" di tipo A, Poste Italiane ha chiarito che conserveranno la loro validità e potranno essere convertiti in valore corrispondente alle tariffe del prioritario in vigore al 30 aprile.

Le conseguenze per consumatori e commercio elettronico

L’uscita di questi prodotti dal “servizio essenziale” apre la strada a un aumento dei costi per gli utenti. Le associazioni dei consumatori, in particolare Adiconsum, hanno denunciato che la fine del blocco delle tariffe si tradurrà inevitabilmente in un aggravio di spesa per chi ha necessità di spedire documenti in tempi brevi; si teme inoltre un effetto domino sul comparto dell’e-commerce, dove i piccoli venditori utilizzavano spesso la Posta1 (consegnata in 24 ore e con tracciamento) per spedizioni economiche e leggere. La stessa Adiconsum Bergamo ha evidenziato che l’eventuale maggior costo sostenuto dai venditori verrà quasi certamente scaricato sul consumatore finale, mentre i tempi di attesa si allungheranno rispetto allo standard di un giorno lavorativo.

Cosa resta del servizio universale

Nel nuovo assetto, rimangono garantiti all’interno del servizio universale – e quindi con tariffe accessibili alla collettività – i prodotti di massa come l’ex Posta4 che cambia nome in "Posta Ordinaria" (con tempi di consegna che possono arrivare fino a cinque giorni lavorativi), le raccomandate, le assicurate e i pacchi standard fino a 20 kg. I quotidiani, anche se citati nelle comunicazioni della vigilia come un’eccezione salvata, restano sostanzialmente l’unica tipologia di informazione cartacea che manterrà un regime di favore nelle spedizioni rapide, mentre per i privati e le imprese la priorità diventa ufficialmente un lusso a mercato libero.

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