Addio alla posta prioritaria: da domani tempi più lunghi e costi in aumento per lettere e pacchi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal primo maggio, e con esso la fine di un’era per la corrispondenza nazionale, la cosiddetta posta prioritaria, quel servizio che garantiva la consegna entro un giorno lavorativo (o al massimo due), esce ufficialmente dal perimetro del servizio universale. A deciderlo, va ricordato, non è stata una scelta strategica dell’azienda guidata da Matteo Del Fante, bensì una modifica normativa precisa inserita nella legge di Bilancio 2026, la quale ha di fatto sollevato Poste Italiane dall’obbligo di offrire quelle spedizioni a tariffe calmierate. In pratica, da domani servizi come Posta1, Posta1Pro o la Postapriority Internazionale non saranno più vincolati ai prezzi accessibili imposti dallo Stato per garantire il collegamento tra i cittadini; chi vorrà la velocità, seppur in un’offerta rimodulata, dovrà probabilmente mettere mano al portafoglio.

L’addio a un modello obsoleto e i numeri del declino

Questa rivoluzione silenziosa nelle cassette delle lettere affonda le radici in un dato ineluttabile, che l’amministratore delegato ha avuto modo di illustrare in audizione alla Camera dei Deputati già lo scorso 21 aprile: i volumi della corrispondenza tradizionale sono letteralmente “in picchiata” e da soli non reggono più l’urto della concorrenza digitale. Basti pensare che, dal 2014 a oggi, gli invi di lettere si sono più che dimezzati, generando per l’azienda una perdita secca di circa 100 milioni di euro di ricavi ogni anno; una voragine che i pacchi dell’e-commerce, ormai arrivati a rappresentare quasi la metà del lavoro quotidiano dei portalettere, faticano a tamponare del tutto. Del Fante, nel corso di quell’intervento, ha rivendicato la scelta di non seguire il modello drastico della Danimarca (dove il servizio universale è stato sostanzialmente azzerato) pur ammettendo che continuare a garantire il servizio con questi volumi è una “sfida” sempre più dura, considerato che il costo del personale, al contrario dei ricavi, non accenna a diminuire.

Le conseguenze per i consumatori e l’e-commerce

Ma cosa cambia, nel concreto, per chi deve spedire un documento urgente o un pacco leggero? A lanciare l’allarme è principalmente Adiconsum, che denuncia come l’uscita di questi prodotti dal perimetro dei servizi essenziali (quelli cioè accessibili a tutti a prescindere dal reddito) comporterà un duplice effetto boomerang: un aumento dei costi a carico degli utenti finali e un allungamento dei tempi di consegna. Se prima una lettera partiva e arrivava a destinazione in 24 ore grazie alla prioritaria, con le nuove regole chi opterà per la posta ordinaria (l’erede della vecchia Posta4) dovrà attendere fino a cinque giorni lavorativi, perché i postini accorperanno la consegna delle buste a quella dei pacchi per ottimizzare i giri.

Particolarmente critica, secondo le associazioni di consumatori, la situazione per il comparto del commercio online e per i piccoli venditori; questi ultimi utilizzavano massivamente la Posta1 – che garantiva tracciabilità, costi bassi e celerità – per le spedizioni economiche. Ora, con l’ingresso di questi servizi in una logica di puro mercato (e la loro conseguente sostituzione con soluzioni business o l’abbandono della tracciabilità a basso costo), l’incremento della tariffa rischia di essere scaricato direttamente sul consumatore che compra online.

Servizi dimezzati e le eccezioni previste

Tuttavia, non tutto il comparto della velocità scompare completamente dall’orizzonte di Poste. Se è vero che l’azienda non sarà più obbligata a erogare il servizio, è altrettanto vero che alcune soluzioni rimarranno attive, seppur a condizioni diverse. La più emblematica è la Postapriority Internazionale, che non si troverà più in tutte le cassette della posta né potrà essere affrancata con un semplice francobollo, ma resterà disponibile (e a pagamento) esclusivamente presso gli sportelli degli uffici postali a partire dal mese di giugno. Per i servizio dismessi del tutto, invece, la raccomandazione ufficiale è di esaurire le scorte di materiali dedicati, come le etichette con codice bidimensionale; chi possiede francobolli “forever” di tipo A potrà continuare a utilizzarli, ma il loro valore sarà parametrato su quanto costava il primo scaglione di peso della prioritaria al 30 aprile, non più su una vera e propria corsa contro il tempo. In sostanza, la lettera che viaggiava leggera lascia il posto a una nuova era dove l’unica vera corsa è quella dei corrieri privati, mentre il servizio pubblico rallenta il passo.

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