Poste, dal primo maggio stop alla prioritaria: il servizio universale cambia volto tra tempi più lunghi e nuove tariffe
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Redazione Economia
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Dal prossimo primo maggio 2026, data ormai imminente, il servizio postale italiano si appresta a vivere una trasformazione strutturale di notevole portata, abbandonando progressivamente alcuni dei suoi storici capisaldi per adeguarsi – seppur con un certo ritardo – alla logica industriale della consegna pacchi, sempre più centrale negli interessi del gruppo guidato da Matteo Del Fante. Con l’entrata in vigore del nuovo contratto di programma, che regolerà i rapporti tra lo Stato e Poste Italiane fino al 2036, viene infatti ridefinito in maniera piuttosto netta il perimetro del cosiddetto Servizio Postale Universale, ovvero quell’insieme di prestazioni che l’operatore è tenuto a garantire a tutti i cittadini, senza distinzione geografica o sociale, a condizioni economiche accessibili. La novità più rilevante – e quella destinata ad avere il maggiore impatto sulla quotidianità di milioni di utenti – riguarda l’uscita definitiva della posta prioritaria da questo regime protetto. In altre parole, servizi come “Posta1”, notoriamente associati all’idea di una consegna rapida (generalmente entro il giorno lavorativo successivo alla spedizione), non saranno più considerati un diritto universale, perdendo così le garanzie tariffarie e qualitative che finora li caratterizzavano.
Servizi a mercato e nuovi adempimenti per il cittadino
Chiudiamo subito una parentesi per evitare equivoci: l’eliminazione della prioritaria dal perimetro universale non equivale alla sua scomparsa totale dal mercato, ma ne modifica profondamente la natura e le modalità di accesso. Dal primo maggio, prodotti come Posta1, Posta1Pro, Posta1online e la stessa Postapriority Internazionale cesseranno di essere servizi regolamentati e diventeranno a tutti gli effetti servizi di mercato, con conseguenze pratiche non trascurabili per chi li utilizza. Per usufruirne, non sarà più possibile limitarsi a imbucare una busta nella classica cassetta rossa sotto casa: il cliente sarà invece obbligato a recarsi fisicamente presso uno sportello postale, dove la spedizione verrà accettata manualmente. Esattamente come avviene per un pacco affidato a un corriere privato, su questi invii verrà applicata l’aliquota Iva ordinaria, il che comporterà presumibilmente un incremento dei costi a carico dell’utente. Fa eccezione, come segnalato dalle comunicazioni aziendali, il servizio Postapriority Internazionale, che continuerà a essere erogato – sempre fuori dal servizio universale e solo allo sportello – anche dopo la prima metà di maggio, escludendo in questo caso l’uso del francobollo tradizionale e l’immissione nelle cassette. Per chi invece necessita di comunicazioni prive di particolare urgenza o di documenti a valore legale, lo scenario è destinato a cambiare in termini di tempi di attesa.
Tempi di consegna più lunghi e un’offerta rimodulata
Il rovescio della medaglia di questa riforma, che spinge i servizi veloci fuori dall’alveo della tutela pubblica, è rappresentato da un allungamento generalizzato dei tempi previsti per le spedizioni che rimangono all’interno del servizio universale. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), come previsto dalla nuova disciplina, ha aggiornato i livelli di servizio fissando come parametro standard il recapito entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello della partenza. La logica sottostante è di tipo prettamente industriale e organizzativo: per rendere economicamente sostenibile la copertura capillare del territorio – specie nelle aree meno densamente popolate – l’azienda accorperà le consegne di lettere e pacchi standard, riducendo così il numero di passaggi dedicati esclusivamente alla corrispondenza tradizionale. In questo contesto, i servizi un tempo denominati “Posta4” (caratterizzati da una consegna in quattro giorni) vengono ridenominati “Posta Ordinaria”, mantenendo la loro natura di prodotto base ma con termini di recapito rivisti al rialzo. Quanto ai rincari, ecco cosa prevede il nuovo listino: per una raccomandata ordinaria si spenderanno 6 euro, cifra che sale a 6,65 euro per la posta assicurata; la spedizione di un pacco standard fino a 3 kg (Poste Delivery Standard) costa invece 10,30 euro, mentre rimane l’agevolazione di 1,45 euro per l’invio di pieghi librari fino a 2 kg, a sostegno del comparto editoriale.
L’offerta su Tim e il perimetro regolatorio: nessuna conseguenza per Agcom
Mentre la macchina organizzativa si prepara a gestire questa transizione operativa, sugli equilibri finanziari del gruppo incombe un’altra partita di dimensioni ben più vaste: l’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) totalitaria e volontaria lanciata da Poste Italiane su Tim, un’operazione che mira a riportare sotto il controllo pubblico l’ex monopolista telefonico e a creare un polo integrato dei servizi finanziari, logistici e digitali. Un’operazione di tale portata, naturalmente, non poteva non sollevare interrogativi sull’eventuale impatto in termini di concentrazione e di regole del mercato delle comunicazioni, soprattutto alla luce della compresenza dei due soggetti in segmenti adiacenti. Interpellato direttamente sul punto in audizione alla Camera, il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, ha voluto fornire un chiarimento netto a chi temeva cortocircuiti regolamentari. Secondo Lasorella, l’Opas di Poste non produce “conseguenze significative” sul piano della regolazione di stretta pertinenza dell’Autorità. "Di recente abbiamo fatto la nuova analisi di mercato che tiene conto della separazione della rete conseguente allo sro dell’infrastruttura da Tim", ha spiegato il presidente, aggiungendo che l’operazione “non incide in senso stretto” se non in modo marginale, legato sostanzialmente alla coincidenza del medesimo proprietario per quanto riguarda l’integrazione di Poste Mobile con la stessa Tim. Un verdetto, questo, che spiana la strada all’esame dell’offerta da parte della Consob e della Banca d’Italia, senza che l’assetto del servizio universale appena riformato subisca ulteriori stravolgimenti a breve termine.




