Ucraina, blitz anticorruzione a Kiev: perquisizioni nella cerchia di Zelensky
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Redazione Esteri
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L'Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu) dell'Ucraina ha messo a segno un nuovo blitz ai piani alti del potere, eseguendo questa mattina perquisizioni nelle abitazioni di due figure chiave vicine al presidente Volodymyr Zelensky. L'operazione, che secondo quanto riportato dal quotidiano Kyiv Independent sarebbe finalizzata a smascherare un'organizzazione criminale, ha preso di mira Iryna Mudra, vice capo di gabinetto presidenziale, e Vadym Stolar, membro del parlamento ucraino.
L'inchiesta, che arriva a poche ore da un attacco russo che ha causato vittime civili a Kherson e Zaporizhzhia, si inserisce in un clima politico già rovente, scosso nelle scorse ore dall'appello dell'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov per la ripresa delle elezioni in tempo di guerra.
L'operazione "speciale" e i nomi coinvolti
Il Nabu, come riferito da diverse fonti di stampa, sarebbe impegnato in quella che ha definito un'"operazione speciale per smascherare un'organizzazione criminale", presumibilmente guidata da un attuale e da un ex parlamentare ucraino, e che vedrebbe coinvolti alti funzionari dell'ufficio presidenziale. Le perquisizioni, che hanno interessato le residenze di Iryna Mudra e Vadym Stolar, non hanno al momento portato a comunicazioni ufficiali da parte dell'agenzia anticorruzione o della Procura specializzata (Sapo) riguardo ai capi di imputazione specifici.
Secondo le fonti dell'agenzia di stampa "Rbc Ucraina", tra le persone coinvolte nell'indagine figurerebbe anche Maksym Mykytas, un ex deputato e imprenditore del settore immobiliare. Iryna Mudra, che nell'amministrazione presidenziale è responsabile delle politiche giuridiche e dei rapporti con i tribunali internazionali, si trova così al centro di un'inchiesta che lambisce gli scranni più alti del potere esecutivo.
Il precedente di dicembre e il profilo di Stolar
L'operazione di oggi non è la prima a coinvolgere la fazione politica del presidente Zelensky. Lo scorso dicembre, il Nabu aveva già accusato cinque parlamentari della formazione "Servitore del Popolo" di aver ricevuto denaro in cambio di voti parlamentari. Un caso che aveva gettato un'ombra sull'integrità della maggioranza che sostiene il governo. Il deputato Vadym Stolar, uno dei destinatari delle perquisizioni odierne, presenta un profilo politico complesso e significativo.
Rappresentava in parlamento la fazione filo-russa "Piattaforma di Opposizione per la Vita" fino alla sua messa al bando, avvenuta a seguito dell'invasione russa su vasta scala del 2022. Attualmente, siede invece nel gruppo parlamentare "Restaurazione dell'Ucraina", una costola del partito messo al bando, un dettaglio che aggiunge ulteriori strati di complessità al quadro politico dell'inchiesta.
Pressioni politiche e il fronte delle elezioni
Il blitz anticorruzione giunge in un momento di forte tensione politica interna, alimentata dalla destituzione e dalle successive dichiarazioni dell'ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. In un videomessaggio diffuso nella tarda serata di ieri, Fedorov ha apertamente sfidato il presidente Zelensky, sostenendo che l'Ucraina non può permettere che sia la Russia a decidere quando i cittadini potranno tornare a scegliere i propri rappresentanti.
L'appello a trovare un meccanismo legale e sicuro per permettere lo svolgimento di elezioni democratiche nonostante la legge marziale ha rappresentato uno dei più significativi fronti di contestazione interna dall'inizio dell'invasione.
Le parole di Fedorov, che ha denunciato una crisi sistemica nella governance e ha condannato la corruzione tra i funzionari, hanno trovato eco nelle piazze di Kiev, dove nelle ultime settimane si sono susseguite manifestazioni di sostegno al popolare ex ministro, sollevando interrogativi sulla tenuta del consenso intorno alla leadership di Zelensky.
Il contesto bellico e gli attacchi russi
Sullo sfondo delle turbolenze politiche, la guerra con la Russia prosegue senza sosta con i suoi tragici rituali quotidiani. Nella giornata di oggi, le autorità hanno confermato vittime civili a causa di attacchi russi a Zaporizhzhia e Kherson. Un drone russo ha colpito un autobus di linea nel distretto di Korabelny a Kherson, provocando la morte di quattro passeggeri e ferendone altri cinque.
Le immagini diffuse mostrano un minibus completamente devastato, un ennesimo simbolo della fragilità della vita civile in una città che, liberata dall'occupazione russa nel novembre 2022, è costantemente sotto il tiro dell'artiglieria e dei droni nemici posizionati sull'altra sponda del Dnipro. Contemporaneamente, le forze russe hanno dichiarato di aver intercettato e abbattuto 25 droni ucraini diretti verso Mosca, in un'incessante escalation di attacchi aerei che caratterizza ormai da mesi il conflitto.
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