Il ricordo dei carabinieri morti nella strage di Castel d'Azzano
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Redazione Interno
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Alle tre del mattino di martedì 14 ottobre, mentre procedevano a una perquisizione all'interno dell'abitazione dei fratelli Ramponi a Castel d'Azzano, in via San Martino, tre carabinieri hanno perso la vita a causa di un'esplosione, la quale, provocando il crollo del casolare, ha travolto i militari intervenuti. L'evento, che ha causato anche il ferimento di ventisette persone tra forze dell'ordine e vigili del fuoco, è stato innescato dagli stessi occupanti della casa, determinando una delle più gravi perdite per l'Arma dagli anni più bui della sua storia.
Le vite spezzate e il peso del ricordo
Marco Piffari, Valerio D'Apra e Davide Bernardello sono i nomi dei militari deceduti, le cui esistenze, dedicate al servizio, vengono ora commemorate dai colleghi e dagli affetti più cari. Mirko Mair, collega di Bernardello e figlio di un portiere leggendario del Trento Calcio, ha voluto rievocare la profonda dedizione dell'amico, riportando una sua frase emblematica: "Davide ripeteva sempre: se devo morire per salvare la vita di un’altra persona, sono pronto a farlo". Una testimonianza che, al di là del dolore, delinea il ritratto di chi, indossando quella divisa, aveva maturato una piena consapevolezza dei rischi connessi al proprio dovere.
Le reazioni delle istituzioni e il lutto nazionale
La gravità dell'accaduto ha portato il governo, riunito in Consiglio dei Ministri, a proclamare il lutto nazionale in concomitanza con lo svolgimento dei funerali di Stato. La decisione è stata annunciata dopo che la premier Giorgia Meloni, in apertura della seduta, aveva chiesto di osservare un minuto di silenzio, un gesto di raccoglimento che ha sottolineato la portata nazionale della tragedia. Il comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo, nel commentare la perdita, ha evidenziato la sua eccezionalità, paragonandola, per il numero di vittime, a eventi luttuosi che hanno segnato la memoria collettiva del paese.
Il tributo parlamentare
Anche le aule parlamentari hanno voluto rendere omaggio al sacrificio dei tre militari. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante un'informativa alla Camera sulla situazione a Gaza, dopo aver menzionato il impegno dei carabinieri in Palestina, ha espresso la propria commozione per i colleghi scomparsi nel Veronese. "Non posso non pensare con profonda commozione ai tre carabinieri scomparsi ieri", ha dichiarato Tajani, venendo interrotto da un lungo e spontaneo applauso che ha attraversato l'emiciclo, segno tangibile di un cordoglio che unisce tutte le rappresentanze politiche di fronte a simili eventi.




