Blocchi e scontri nel sud dell’Inghilterra: la nuova offensiva dell’ultradestra anti-migranti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'ondata di proteste che ha scosso il sud dell'Inghilterra nel corso dell'ultimo fine settimana ha assunto i contorni di un'operazione coordinata, portando alla luce la struttura e le ambizioni di Patriot Platform, la rete di estrema destra che si cela dietro i blocchi dei porti di Dover e Portsmouth. L'azione, che ha visto centinaia di manifestanti incappucciati paralizzare il traffico e sfidare le forze dell'ordine, ha avuto come epicentro l'arrivo di un mega-gommone con a bordo circa 140 migranti, un evento che ha fornito il pretesto per una dimostrazione di forza senza precedenti.

La tensione, iniziata sabato con l'occupazione delle rotonde di Dover che ha generato code fino a quattro miglia lungo la A20, si è replicata domenica a Portsmouth, dove i dimostranti hanno tentato di bloccare il trasferimento dei richiedenti asilo sbarcati a Eastney, creando un vero e proprio assedio alla penisola collegata alla terraferma da un'unica strada.

Patriot Platform e il volto di un nuovo estremismo

Le manifestazioni non sono state episodi spontanei, ma il frutto di una pianificazione studiata nei dettagli da Daniel Thomas, noto anche come Danny Tommo, figura di spicco dell'estrema destra britannica e stretto collaboratore di Tommy Robinson. Secondo le ricostruzioni fornite dall'organizzazione Hope Not Hate e riportate dall'Adnkronos, Patriot Platform è un network che riunisce in un'unica entità decine di gruppi locali, come i Kent Patriots e i South London Patriots, presentandosi come un "esercito cristiano" votato a "riprendere il controllo delle frontiere".

Lo stesso Thomas, ex conducente di carri armati congedato prima del servizio attivo, ha dichiarato in un video di voler trasformare Portsmouth nella "zona zero" per gli arrivi, esortando i suoi seguaci a passare dalle parole ai fatti e vantando di aver selezionato personalmente gli attivisti, privilegiando la "qualità rispetto alla quantità".

Le immagini dei cortei, con i partecipanti in divisa nera e volto coperto, hanno evocato nella memoria collettiva le camicie nere di Oswald Mosley degli anni Trenta, un'analogia che ha suscitato forte preoccupazione negli osservatori.

Le parole di Lowles: "Una facciata di rispetto"

A gettare luce sulla natura del fenomeno è stato Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, che in un'intervista ha descritto la realtà allarmante nascosta dietro la retorica della difesa dei confini. "Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile", ha dichiarato, sottolineando come le proteste ruotino attorno a Patriot Platform, un'organizzazione che, nelle sue parole, "non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica".

Lowles ha inoltre evidenziato il tentativo di Thomas di presentare il gruppo come portatore di valori cristiani e di protezione di donne e bambini, una facciata di rispettabilità che le indagini di agosto hanno smentito documentando un passato di aggressioni e precedenti penali, anche contro le donne, per molti membri del movimento.

"Cosa più importante, le immagini che abbiamo visto nel fine settimana stanno creando un clima di paura tra i migranti regolari e più in generale tra le persone di pelle nera", ha aggiunto Lowles, lanciando un appello al governo affinché si opponga con maggiore fermezza a queste manifestazioni, che ha definito come "l'intimidatoria operazione di propaganda di una rete estremista".

Dinamiche degli scontri e numeri

La tensione è culminata con scontri diretti tra i manifestanti e la polizia in tenuta antisommossa. Secondo quanto riportato, circa 500 persone, molte delle quali a volto coperto, si sono dirette verso l'area di Eastney dove i migranti erano trattenuti, danneggiando auto della polizia e ferendo alcuni agenti. Le forze dell'ordine hanno dovuto gestire una situazione complessa, aggravata dalla morfologia del luogo, una stretta penisola con un solo accesso, che i dimostranti hanno utilizzato per bloccare gli autobus in partenza.

Il leader di Patriot Platform, durante una diretta streaming notturna, ha minacciato di denunciare gli agenti per eventuali violenze, mentre la folla, nonostante la presenza di circa 200 attivisti, ha accettato l'ordine di disperdersi solo dopo ore di stallo. Nel frattempo, il governo di Andy Burnham ha condannato il comportamento "intimidatorio e teppista", mentre la ministra della Polizia Sarah Jones ha assicurato che chi ha superato il limite della protesta pacifica sarà perseguito.

Il dibattito politico si è acceso anche alla Camera dei Comuni, dove la deputata conservatrice Caroline Dinenage ha criticato il silenzio del Viminale, che ha lasciato i parlamentari della regione senza informazioni per "placare la paura e la tensione".

Il contesto degli arrivi

Il movimento Patriot Platform si inserisce in un contesto di dibattito infiammato sugli arrivi via mare, sebbene i numeri mostrino un calo significativo rispetto agli anni precedenti. I dati diffusi dall'Home Office indicano che dall'inizio dell'anno al primo settembre sono arrivate nel Regno Unito 16.513 persone, un flusso inferiore rispetto ai 41.000 sbarchi registrati a fine 2025. Solo domenica, sono state otto le imbarcazioni che hanno attraversato la Manica, trasportando complessivamente 625 migranti.

Proprio la crescita della capienza media dei gommoni, che ha raggiunto la cifra record di 72 persone per barca a luglio, ha reso più visibili e mediatici gli arrivi, fornendo terreno fertile per le mobilitazioni dei gruppi estremisti.

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