Milano Cortina 2026, il dispositivo di sicurezza della Polizia di Stato con unità cinofile e artificieri
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Redazione Interno
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A pochi giorni dall’accensione del braciere olimpico, che dal 6 febbraio illuminerà l’Italia per la terza volta nella storia dei Giochi invernali dopo Cortina 1956 e Torino 2006, il Paese si prepara ad affrontare una sfida organizzativa senza precedenti. L’edizione di Milano Cortina 2026, infatti, si caratterizza per una formula "diffusa", un modello che distribuisce eventi e atleti su un territorio vastissimo, dalle cime delle Dolomiti fino al cuore della pianura padana, moltiplicando di conseguenza le esigenze di protezione e controllo. In questo contesto, la Polizia di Stato ha dispiegato un apparato di sicurezza articolato e specializzato, nel quale un ruolo di primissimo piano è ricoperto dalle unità cinofile e dagli artificieri, già operativi nei siti olimpici per garantire che lo spirito agonistico dei cinque cerchi possa esprimersi nella massima serenità.
L'addestramento specifico dei binomi uomo-cane
Il percorso che ha condotto i nuclei cinofili a essere una delle colonne portanti del dispositivo di sicurezza è stato lungo e meticoloso, coinvolgendo in un training intensivo sia il conduttore sia l’animale, per creare un binomio perfettamente integrato e reattivo. Queste unità, la cui efficacia è stata ampiamente collaudata in scenari critici di cronaca nera – dove il loro contributo è stato spesso determinante nelle fasi investigative e di soccorso, pur nel rispetto delle vittime e senza scadere in dettagli morbosi – sono state preparate per operare in quattro settori distinti ma complementari. Alcuni di loro, per intenderci, sono specializzati nel mantenimento dell’ordine pubblico e nella vigilanza, presidiando aree affollate con un deterrente naturale; altri, invece, possiedono un fiuto infallibile per la ricerca di sostanze stupefacenti o, cosa ancor più cruciale in grandi eventi internazionali, per l’individuazione di materiale esplosivo, mentre un ultimo gruppo è dedicato esclusivamente alle attività di ricerca e soccorso in ambito montano o in scenari di potenziale calamità.
La prevenzione silenziosa degli artificieri
Accanto a loro, in una sinergia operativa che funziona in maniera pressoché invisibile al grande pubblico, lavorano gli artificieri, il cui compito consiste principalmente in un’attività di prevenzione silenziosa e minuziosa. Questi specialisti, i cui interventi sono regolarmente richiesti in casi di ritrovamenti sospetti che le cronache riportano con cautela, concentrandosi più sull’esito delle indagini che sui particolari, stanno conducendo ispezioni e bonifiche preventive in tutti gli impianti e le infrastrutture legate alla manifestazione. Il loro obiettivo è assicurarsi che ogni spazio, dagli stadi alle zone di accesso per il pubblico, sia reso sicuro ancor prima dell’arrivo degli atleti e degli spettatori, azzerando qualsiasi minaccia potenziale attraverso un controllo capillare che non ammette leggerezza.
Un dispositivo integrato per un evento senza confini
La peculiarità di questi Giochi, la cui natura policentrica supera i confini di una singola città o vallata, impone peraltro una logistica di sicurezza altrettanto flessibile e mobile, capace di adattarsi a territori diversissimi tra loro. Il dispositivo, che integra le unità speciali con gli altri repolari della Polizia di Stato e con le forze di polizia locali, deve quindi garantire una copertura uniforme e simultanea su un’area geografica estremamente vasta, coordinando gli interventi dalla metropoli lombarda fino alle remote piste alpine. È proprio questa dimensione "liquida" dell’evento a rendere fondamentale il contributo di reparti come quelli cinofili e degli artificieri, la cui versatilità e prontezza di impiego consentono di rispondere a esigenze di sicurezza eterogenee, dalla folla di una cerimonia inaugurale all’isolamento di una sede di gara in alta quota, dove la sicurezza si mescola inevitabilmente con le sfide dettate dalla natura del territorio.




