Sofia Goggia rientra dall'Argentina: spossatezza, esami e l'ombra di un virus

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sofia Goggia ha lasciato Ushuaia con largo anticipo rispetto al programma. La sciatrice bergamasca, che si trovava in Argentina dal 23 agosto per il tradizionale ritiro pre-stagionale sulle nevi australi, ha accusato una spossatezza prolungata che non è rientrata con qualche giorno di riposo. D'accordo con la Commissione Medica della Fisi, presieduta dal dottor Andrea Panzeri, ha deciso di rientrare in Italia per sottoporsi a una serie di accertamenti clinici approfonditi.

La notizia, diffusa nella serata di sabato, ha trovato conferma nel comunicato ufficiale della Federazione Italiana Sport Invernali, che ha parlato di «malori» durante la permanenza a Ushuaia senza fornire ulteriori dettagli sulla natura degli stessi.

Un quadro clinico senza traumi ma da chiarire

Secondo quanto riferito da fonti vicine allo sci alpino italiano, non si tratterebbe di conseguenze legate a cadute o incidenti in pista. Il problema sarebbe riconducibile a una condizione di affaticamento generale, con sintomi che hanno spinto lo staff medico a disporre il rientro anticipato. Goggia non avrebbe riportato traumi, lesioni o fratture agli arti: la sua situazione richiede però un check-up completo prima di poter riprendere la preparazione.

La sciatrice ha sostenuto i primi esami a Bergamo, dove risiede, ed è in attesa degli esiti; nelle prossime ore sono previsti ulteriori controlli a Milano per cercare di identificare l'origine del malessere. Tra le ipotesi al vaglio dei medici compare anche quella di un'infezione virale, con il direttore tecnico Gianluca Rulfi che ha menzionato la possibilità di un'infezione da Hantavirus, legata ai recenti precedenti registrati nella zona di Ushuaia.

Il precedente dell'Hantavirus a Ushuaia

La località argentina era finita sotto i riflettori nei mesi scorsi per un focolaio di Hantavirus verificatosi a bordo di una nave da crociera partita proprio dal porto di Ushuaia. L'episodio aveva coinvolto passeggeri di nazionalità olandese e aveva acceso un dibattito sulle possibili modalità di contagio. Le autorità sanitarie argentine avevano avviato un'operazione di campionamento sui roditori selvatici nella zona, con l'obiettivo di verificare la presenza del virus nel territorio.

La cepa responsabile del focolaio, nota come Andes, è l'unica conosciuta capace di trasmettersi tra esseri umani. Le autorità locali avevano però sottolineato come a Ushuaia non fosse mai stata registrata circolazione autoctona del virus e come il roditore che funge da serbatoio naturale, il colilargo, non fosse presente nell'area. I risultati delle analisi sui roditori catturati erano attesi a distanza di circa un mese dalle operazioni di campionamento.

Le conseguenze sul programma di avvicinamento alla stagione

Il rientro anticipato interrompe un blocco di preparazione che avrebbe dovuto protrarsi fino al 18 settembre a Ushuaia, seguito da una trasferta in Cile fino ai primi giorni di ottobre. Il resto del gruppo azzurro, composto tra le altre da Laura Pirovano, Marta Bassino ed Elena Curtoni, prosegue gli allenamenti sul ghiacciaio del Cerro Castor sotto la guida del direttore tecnico Gianluca Rulfi. La prima tappa della Coppa del Mondo 2026-2027 è in programma il 24 ottobre a Sölden, in Austria, con il gigante femminile sul ghiacciaio del Rettenbach.

La presenza di Goggia al cancelletto di partenza dipenderà dagli esiti degli accertamenti in corso, che dovranno prima di tutto escludere complicazioni e indicare la strada per il recupero della piena idoneità fisica. Nella scorsa stagione la sciatrice bergamasca aveva conquistato la Coppa del Mondo di supergigante e il bronzo nella discesa olimpica a Milano Cortina 2026.

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