Aiea, Grossi: “Pronti a nuove ispezioni negli impianti nucleari iraniani”
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Redazione Esteri
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L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) si prepara ad avviare un nuovo ciclo di ispezioni negli impianti nucleari dell’Iran, come ha confermato il direttore generale Rafael Grossi nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Tokyo. “Non abbiamo ancora iniziato questo processo di verifica”, ha dichiarato Grossi, spiegando che le conversazioni con Teheran sono state appena avviate e riguardano aspetti cruciali come la frequenza delle visite, i siti da sottoporre a controllo e gli altri dettagli operativi necessari a rendere efficace il monitoraggio.
L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di definire modalità condivise che garantiscano la massima trasparenza, anche se le trattative sono ancora in una fase preliminare e richiederanno tempo prima di tradursi in un programma concreto di accesso agli impianti.
La necessità di una verifica rigorosa
Grossi ha sottolineato che una volta conclusa la fase di confronto militare tra Stati Uniti, Israele e Iran, sarà indispensabile attuare un regime di verifica “molto rigoroso” per accertare la natura esclusivamente civile del programma atomico iraniano. Il governo di Teheran, ha ricordato il responsabile dell’Aiea, ha dichiarato ufficialmente di non avere alcuna intenzione di produrre ordigni nucleari, ma le dichiarazioni di principio, per quanto importanti, non possono bastare a dissipare i dubbi della comunità internazionale senza un riscontro oggettivo sul campo.
Le ispezioni, in questo senso, rappresentano lo strumento principale per tradurre le rassicurazioni verbali in dati verificabili, e l’Agenzia intende utilizzare tutte le prerogative previste dal proprio mandato per condurre accertamenti approfonditi e frequenti.
La strategia negoziale di Teheran
L’amministrazione Trump, che da tempo segue con attenzione l’evoluzione del dossier nucleare, è ben consapevole del fatto che il regime iraniano, nel corso degli anni, ha spesso utilizzato gli accordi come strumenti tattici piuttosto che come impegni vincolanti. La storia recente, del resto, offre numerosi esempi di impegni – formali o verbali – assunti da Teheran in materia di arricchimento dell’uranio, di de-escalation regionale o di cooperazione economica, per poi essere disattesi o aggirati attraverso attività condotte in segreto.
Questa condotta, che si manifesta sia nel campo del nucleare sia nel sostegno a gruppi considerati terroristici, alimenta una diffidenza di fondo che rende le attuali conversazioni con l’Aiea particolarmente delicate, e spiega perché Grossi insista sulla necessità di un accesso senza ostacoli e di tempi certi per le verifiche.
Il quadro degli accordi post-conflitto
Il direttore dell’Agenzia ha inoltre precisato che l’obiettivo dell’intesa, finalizzata a chiudere la fase più acuta del conflitto, è proprio quello di scongiurare il rischio che l’Iran possa sviluppare in futuro un arsenale atomico. In questo contesto, le ispezioni non rappresentano un atto di sfiducia, ma un elemento fisiologico di qualsiasi regime di non proliferazione che voglia definirsi credibile: la comunità internazionale, attraverso l’Aiea, chiede a Teheran di trasformare le proprie assicurazioni in evidenze tangibili, accettando controlli puntuali e ripetuti nel tempo.
Le conversazioni in corso, pur essendo solo all’inizio, dovranno pertanto tradursi in un piano operativo dettagliato, capace di coprire sia gli impianti dichiarati che eventuali siti sospetti, per offrire garanzie sufficienti a tutte le parti coinvolte.




