L’allarme nucleare di Grossi: centrali a rischio e il dilemma israeliano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Non passa giorno senza che Rafael Mariano Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), sia costretto a intervenire su un fronte sempre più instabile. Dopo l’attacco israeliano in Iran, il diplomatico argentino si trova stretto tra due fuochi: da una parte le accuse di Teheran, che lo ritiene responsabile – attraverso il rapporto del 12 giugno – di aver fornito a Israele il pretesto per colpire; dall’altra la necessità di lanciare continui appelli alla moderazione, mentre le tensioni rischiano di sfuggire al controllo.
Il rapporto dell’Aiea, che denunciava per la prima volta in due decenni «comportamenti opachi» da parte dell’Iran nel programma nucleare, è diventato un elemento cruciale nel braccio di ferro tra i due Paesi. Grossi, che ha ribadito più volte l’importanza della trasparenza, si è visto costretto a respingere le critiche iraniane, insistendo sul fatto che il suo ruolo è puramente tecnico. Ma la situazione, già tesa, è peggiorata dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, secondo cui i raid avrebbero ritardato «di almeno due o tre anni» la possibilità che l’Iran sviluppi un’arma nucleare.
Proprio il programma atomico iraniano, da anni al centro di contese diplomatiche, è tornato sotto i riflettori con un nuovo interrogativo: quanto è realmente vicino a costruire la bomba? Sebbene Teheran abbia sempre negato di perseguire obiettivi militari, il rapporto dell’Aiea ha alimentato i sospetti della comunità internazionale, che considera un’eventuale nuclearizzazione dell’Iran una minaccia globale.
Nel frattempo, l’attenzione si è spostata anche sull’arsenale israeliano, da tempo oggetto di speculazioni. Mentre Tel Aviv accusa l’Iran di voler destabilizzare il Medio Oriente, le sue stesse capacità nucleari – pur non ufficialmente confermate – sono considerate un dato di fatto dagli analisti. Un paradosso non da poco, che rende ancora più complessa la partita in corso.




