L’Iran ha il materiale per costruire un’arma nucleare in due settimane, avverte la presidenza Trump
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L’Iran dispone già di tutto il necessario per assemblare un’arma nucleare e, se la Guida Suprema Ali Khamenei dovesse ordinarlo, il processo di produzione richiederebbe appena quindici giorni. Lo ha dichiarato un portavoce della presidenza Trump, sottolineando come un simile scenario rappresenterebbe "una minaccia esistenziale non solo per Israele, ma per gli Stati Uniti e il mondo intero". L’allarme arriva mentre Teheran, attraverso fonti diplomatiche citate da Reuters, si è detto disposto a negoziare "limitazioni" al proprio programma di arricchimento dell’uranio, purché non si arrivi a una richiesta di "arricchimento zero".
La trattativa, avviata a Ginevra con Francia, Germania e Regno Unito – i tre paesi europei del cosiddetto gruppo E3 –, esclude però qualsiasi dialogo diretto con Washington, almeno finché permarrà l’attuale tensione militare. "La situazione è cambiata, l’Europa deve accelerare", ha aggiunto la fonte iraniana, lasciando intendere che la mediazione europea è oggi l’unica opzione praticabile. Un elemento che complica ulteriormente il quadro è l’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sulle possibili conseguenze di un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani.
Rafael Grossi, direttore dell’AIEA, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’ONU che un eventuale bombardamento della centrale di Bushehr – ancora operativa – rischierebbe di innescare "le conseguenze più gravi", con il rilascio di quantità massicce di radiazioni. Al momento, tuttavia, i rilevamenti effettuati a Natanz non mostrano anomalie nei livelli di radioattività, il che escluderebbe, per ora, un impatto ambientale significativo. Resta però alta la preoccupazione per un’escalation che, oltre alle implicazioni geopolitiche, potrebbe avere effetti disastrosi dal punto di vista della sicurezza nucleare.




