Piazza Affari chiude in rosso, maglia nera in Europa: lo 0,69% di calo del Ftse Mib

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta del 28 luglio si è chiusa con un segno negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib, che raggruppa le principali blue chip quotate alla Borsa di Milano, ha archiviato la giornata in calo dello 0,69% a 51.698 punti, un risultato che colloca il listino italiano in coda alle principali Borse europee. In controtendenza rispetto a Milano, Francoforte, Parigi e Londra hanno invece chiuso in territorio positivo con la migliore performance registrata dalla piazza londinese.

Il peso dei titoli tecnologici e bancari

La performance negativa del Ftse Mib è stata determinata principalmente dalla pressione esercitata su due settori chiave, quelli tecnologico e bancario, comparti che incidono in maniera significativa sulla composizione del paniere principale e che, in una giornata di vendite, finiscono per trascinare verso il basso l'intero indice. L'andamento dei titoli legati al comparto dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori è al centro dell'attenzione degli investitori, che mostrano crescenti perplessità sulla sostenibilità degli alti investimenti in questo settore.

A questo si aggiunge l'incertezza determinata dalla stagione delle trimestrali delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, in attesa dei conti di Meta, Microsoft, Apple e Amazon, e l'orientamento della Federal Reserve, il cui vertice è riunito proprio in queste ore.

Saipem maglia nera tra i titoli

A segnare la peggiore performance tra i titoli del paniere è stata Saipem, che ha subito un duro contraccolpo con un calo di circa il 9,5%. Le vendite, particolarmente intense nella fase finale delle contrattazioni, sono state innescate dalla pubblicazione dei conti trimestrali, giudicati deludenti dal mercato e che hanno contribuito ad alimentare le incertezze sulle prospettive a medio-lungo termine del mercato del greggio, in un contesto già di per sé reso fragile dal calo del petrolio Wti sotto la soglia degli 80 dollari al barile.

Anche i titoli Stmicroelectronics e Prysmian hanno accusato il colpo, con le vendite che si sono concentrate sui comparti dei chip e dei cavi, mentre dalla parte opposta del tabellone hanno brillato alcune realtà come Diasorin, Campari, Amplifon, Ferrari, Tisg e Piaggio.

Lo spread in rialzo e il contesto globale

A completare il quadro di una giornata complessa per la finanza italiana, lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi ha registrato un deciso incremento posizionandosi a 81 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano ha toccato il 3,94%.

La seduta di Piazza Affari si è quindi distinta in negativo, riflettendo una combinazione di fattori che hanno colpito i settori più sensibili alle incertezze macroeconomiche e agli andamenti del mercato energetico, in una giornata di scambi che ha visto l'Europa reagire in modo meno severo rispetto alle accentuate flessioni registrate in Asia.

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