Bologna, la città si stringe attorno alla Befana dei Risvegli guidata da Lepore e Zuppi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Bologna conferma, nel segno di una solidarietà che non conosce declino, il suo appuntamento più atteso del periodo natalizio, quello con la Befana solidale per la Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Un evento, giunto alla ventottesima edizione, che ha ormai il valore di una tradizione civica radicata, capace di coagulare attorno a sé l'intera città in uno sforzo condiviso di sostegno verso persone con esiti di coma e le loro famiglie. L'edizione di quest'anno, però, si carica di un significato ulteriore e di una rara solennità istituzionale, essendo guidata congiuntamente dalle due massime autorità cittadine: il sindaco Matteo Lepore e l'arcivescovo cardinale Matteo Maria Zuppi. La loro presenza congiunta, al di là della cerimonia, segnala una convergenza profonda di intenti tra le istituzioni laiche e quelle religiose su un tema, quello della cura della fragilità estrema, che rappresenta una delle cifre distintive dell'identità bolognese.
Un programma tra impegno sociale e intrattenimento culturale
La manifestazione, organizzata dalla fondazione ‘Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris’, si articola in un programma fitto di appuntamenti che mescolano sapientemente l'impegno sociale diretto con momenti di leggerezza e cultura. Le visite della vecchina, che ha già fatto la sua prima comparsa presso la struttura dedicata a Luca De Nigris per condividere panettoni con ospiti e operatori, si ripetono in luoghi simbolo della sofferenza e della speranza. È previsto, infatti, il suo arrivo nel reparto di Pediatria e chirurgia pediatrica dell'ospedale Maggiore, dove incontrerà i bambini ricoverati e le loro famiglie, portando un attimo di spensieratezza in un contesto spesso difficile. A questi momenti di prossimità, se ne affiancano altri di natura culturale, come proiezioni cinematografiche e spettacoli di burattini, pensati per coinvolgere la cittadinanza tutta e per mantenere viva l'attenzione sulla missione della Casa dei Risvegli.
Il valore di un'istituzione che risponde a un bisogno unico
La Casa dei Risvegli, che porta il nome del giovane Luca De Nigris, scomparso in circostanze tragiche che hanno segnato la cronaca nera cittadina di anni fa, si è affermata nel tempo come un punto di riferimento nazionale per la riabilitazione specialistica post-coma. La sua attività, sostenuta in larga parte proprio da iniziative di raccolta fondi come la Befana solidale, risponde a un bisogno sanitario e umano di nicchia ma cruciale, offrendo non solo terapie d'avanguardia ma anche un sostegno costante alle famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare percorsi lunghi e complessi. La continuità ventennale dell'evento testimonia, al di là della retorica, un legame autentico e quasi familiare tra la struttura e il tessuto urbano, che riconosce in quel luogo una parte essenziale del proprio dovere civico e della propria coscienza collettiva.
Un modello di cooperazione oltre ogni confine
La scelta di affidare la guida simbolica dell'evento al primo cittadino e al porporato non è dunque casuale, ma va letta come la rappresentazione pubblica di un'alleanza che opera quotidianamente nel silenzio. Una cooperazione, quella tra Comune e Diocesi, che a Bologna ha trovato nel tempo forme consolidate di dialogo e progettualità comune, soprattutto negli ambiti del welfare e dell'accoglienza delle marginalità. La Befana dei Risvegli diventa, in questa luce, molto più di una semplice festa di beneficenza: è il momento in cui una comunità si specchia e si riconosce in un gesto di cura che trascende le appartenenze, unendo sotto un unico intento il municipio e la parrocchia, il volontario e l'istituzione, in un modello che resta un punto di riferimento anche al di fuori dei confini locali.




