Zuppi e i retroscena del Conclave: "Nella Cappella Sistina il peso della scelta"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella solennità del Conclave, mentre i cardinali si riunivano per eleggere il successore di Pietro, il cardinale Matteo Zuppi ha descritto con sobrietà l’atmosfera carica di responsabilità che si respirava tra le pareti affrescate della Cappella Sistina. "Era tutto staccato, senza cellulari, e questo ha creato momenti di fraternità", ha osservato, sottolineando come l’assenza di distrazioni abbia favorito una concentrazione più profonda. Ma è stato soprattutto il giudizio universale di Michelangelo, con la sua rappresentazione dell’inferno, a ricordare ai porporati il peso della decisione che li attendeva. "Ognuno giura di scegliere davanti al Signore la persona migliore per la Chiesa", ha aggiunto Zuppi, senza nascondere l’intensità di un compito che va oltre le mere dinamiche umane.

A Santa Marta, dove i cardinali hanno alloggiato durante il Conclave, i toni sono stati diversi: più informali, segnati da quella che lo stesso Zuppi ha definito una "fraternità" spontanea. Ma è stato in piazza San Pietro che l’affetto popolare per l’arcivescovo di Bologna è emerso con forza. Il senatore Pier Ferdinando Casini, pur evitando toni istituzionali, ha confessato di non aver mai visto, nella sua lunga esperienza politica, "un amore, una passione, una stima così forti" verso una figura ecclesiastica. "Tutti tifavano don Matteo", ha ammesso, riferendosi all’entusiasmo che ha circondato Zuppi nei giorni precedenti l’elezione di Leone XIV.

Anche Roberto Morgantini, tra i fondatori delle Cucine Popolari, ha espresso un sentimento simile: "Mi sarebbe piaciuto vederlo affacciarsi al balcone", ha detto, pur riconoscendo che la gioia di poterlo presto rivedere in bicicletta per le strade di Bologna non ha eguali. Per Morgantini, Zuppi rappresenta "una persona che ha portato luce" nella città, un pastore capace di coniugare impegno sociale e spiritualità.

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