Hong Kong, il racconto di un sopravvissuto: "Ho sentito la morte molto vicina"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Le fiamme, che hanno avvolto sette edifici del complesso residenziale, hanno causato almeno 128 vittime, in quello che viene già considerato l’incendio più grave degli ultimi ottant’anni. Mentre i vigili del fuoco continuano le loro operazioni, il numero dei dispersi, che si aggira ancora intorno alle 150 unità, racconta di una tragedia i cui contorni definitivi devono ancora essere delineati completamente. Il complesso, che ospitava all’incirca 4.800 residenti, era stato oggetto, stando a quanto emerge, di lavori di ristrutturazione sui quali alcuni abitanti avevano sollevato perplessità in merito alla sicurezza ben prima che le fiamme divampassero.
Il ritrovamento dei sopravvissuti e la macchina dei soccorsi
Un barlume di speranza, seppur flebile, giunge dal ritrovamento in salvo di 144 persone che in un primo momento erano state date per disperse, come reso noto dalle autorità. Le operazioni di ricerca e recupero, condotte da centinaia di agenti specializzati, hanno potuto concentrarsi inizialmente su due delle torri, la Wang Yan House e la Wang Tao House, dove le fiamme erano state domate per prime. L’immagine che si presenta ai soccorritori è quella di un paesaggio di desolazione: appartamenti completamente bruciati, pareti esterne ridotte a una superficie carbonizzata e, ovunque, le impalcature di bambù, utilizzate per i lavori in corso, che sono collassate e giacciono ammassate tra le macerie.
Le indagini e gli arresti
Parallelamente alla macchina dei soccorsi, si muove quella giudiziaria, la quale ha portato all’arresto di undici persone in relazione alla dinamica dell’incendio. Le investigazioni, come spesso accade in simili tragedie, stanno esaminando da vicino il possibile ricorso a materiali non sicuri durante le opere di ristrutturazione e stanno valutando l’ipotesi di reati connessi alla corruzione, i quali avrebbero potuto compromettere gli standard di sicurezza, se ne venisse accertata la sussistenza.
Il lutto di una città
Intanto, la città si è fermata per onorare le vittime, osservando tre giorni di lutto nazionale. In molti si sono radunati in un parco nelle vicinanze di quello che era il Wang Fuk Court, un tempo un complesso vivace e oggi un rudere annerito, per deporre fiori e messaggi di ricordo scritti a mano. Una folla silenziosa e commossa, che cresce di ora in ora, sta rendendo omaggio alle 128 persone le cui vite sono state stroncate in poche, interminabili ore, in una delle pagine più buie della storia recente di Hong Kong.




