Kashmir, India chiude il valico con il Pakistan dopo l’attentato che ha ucciso 26 turisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’India ha deciso di chiudere il principale valico di frontiera con il Pakistan, una mossa che segna un’ulteriore escalation delle tensioni tra i due Paesi dopo il sanguinoso attentato del 22 aprile nel distretto di Pahalgam, in Kashmir. Ventisei persone – turisti provenienti da diverse regioni dell’India e un nepalese – hanno perso la vita, mentre almeno due dozzine sono rimaste ferite in un attacco rivendicato da un gruppo armato che New Delhi considera legato a Lashkar-e-Taiba, organizzazione terroristica accusata di godere del sostegno di Islamabad.

Quello di Pahalgam, località himalayana nota come la "Svizzera dell’India", è stato l’attacco più cruento degli ultimi anni nella regione contesa. Quattro uomini armati hanno preso di mira gruppi di turisti in una zona raggiungibile solo a piedi o a cavallo, colpendo senza distinzioni coppie in viaggio di nozze, famiglie con bambini e visitatori ignari. Le immagini della strage, diffuse rapidamente online, mostrano un paesaggio idilliaco trasformato in un teatro di violenza: corpi abbandonati sui prati, cavalli terrorizzati e scene di panico tra i sopravvissuti.

La chiusura del valico di frontiera rappresenta una rappresaglia diplomatica, ma anche un segnale politico in un contesto già teso. India e Pakistan, entrambe potenze nucleari, rivendicano da decenni la sovranità totale sul Kashmir, diviso tra i due Stati e in parte controllato dalla Cina. Sebbene nessuna accusa ufficiale sia stata ancora formulata, le autorità indiane hanno avviato una vasta operazione per individuare i responsabili, mentre tra le frange più radicali dell’induismo si levano appelli alla vendetta.

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