Vado Ligure, indagine per naufragio: la petroliera è “blindata”, resta l’ipotesi sabotaggio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Savona ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per il danneggiamento allo scafo della petroliera Seajewel, ormeggiata al campo boe Sarpom, tra Savona e Vado Ligure, dove la nave era impegnata nelle operazioni di scarico del petrolio. L’ipotesi di reato è quella di naufragio e presunta compromissione della galleggiabilità, un crimine che, in caso di condanna, prevede pene dai cinque ai dodici anni di reclusione. La Seajewel, che presentava uno squarcio nello scafo provocato da un’esplosione, è al centro di un’indagine che non esclude il sabotaggio, sebbene non vi siano ancora certezze in merito.

I sommozzatori del Comsubin, il reparto d’elite degli incursori subacquei della Marina, hanno effettuato un sopralluogo sulla nave per accertare le cause del danno. La petroliera, che faceva parte della cosiddetta “flotta ombra russa”, utilizzata per trasportare greggio nonostante le sanzioni internazionali, è stata definita “blindata” per la sua struttura robusta, il che rende ancora più insolito il verificarsi di un incidente di tale entità.

La procura, pur mantenendo un atteggiamento cauto, non esclude che l’esplosione possa essere stata deliberata. “La certezza non c’è, né nell’uno né nell’altro senso”, hanno precisato fonti inquirenti, sottolineando che le indagini sono ancora in corso. Intanto, gli esperti della Marina stanno analizzando i dettagli tecnici per capire se lo squarcio sia stato causato da un atto doloso o da un guasto accidentale.

Il caso ha sollevato interrogativi non solo sulle dinamiche del naufragio, ma anche sulla comunicazione verso i cittadini. In situazioni come queste, si pone il dilemma tra la necessità di evitare allarmismi e il diritto dei cittadini di essere informati in modo puntuale e trasparente. Nel caso della Seajewel, la scelta è stata quella di fornire aggiornamenti costanti, pur senza alimentare speculazioni premature.

Mentre le indagini proseguono, resta aperta la questione della sicurezza marittima in un’area strategicamente rilevante come quella del porto di Vado Ligure, da tempo al centro di attività legate al commercio di idrocarburi. La vicenda della Seajewel, oltre a rappresentare un enigma giudiziario, potrebbe avere implicazioni più ampie, legate alla geopolitica energetica e alla tutela delle infrastrutture critiche.

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