Smog, da venerdì 16 gennaio provvedimenti temporanei per il contenimento degli inquinanti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'aria, già pesante da giorni, ha superato la soglia di tolleranza, portando le istituzioni lombarde a varare, a partire dal 16 gennaio 2026, una serie di restrizioni mirate in diverse province. La concentrazione di PM10, le temibili polveri sottili, ha infatti sorpassato il limite di 50 microgrammi per metro cubo per oltre due giorni consecutivi, un fenomeno ricorrente nella stagione invernale, aggravato da specifiche condizioni meteorologiche che impediscono la dispersione degli agenti inquinanti. La situazione, che viene costantemente monitorata attraverso portali dedicati come Infoaria, ha reso inevitabile l'attivazione dei cosiddetti provvedimenti di primo livello, i quali interessano, in questa fase, un ampio ventaglio di territori tra cui, in modo particolare, le province di Bergamo, Brescia, Mantova, Monza e Como.

Le restrizioni alla mobilità privata

Il pacchetto di misure, che si applica nei comuni con popolazione superiore ai trentamila abitanti e in quelli che vi hanno aderito su base volontaria, colpisce innanzitutto la circolazione dei veicoli più inquinanti. Dal 16 gennaio, e fino a nuovo ordine, sarà infatti vietato spostarsi, all'interno dei centri urbani e nell'arco temporale che va dalle 7.30 alle 19.30, con autovetture alimentate a benzina o a gas di classe euro 0 ed euro 1. Il blocco, senza eccezioni di sorta, riguarda anche i motori diesel fino alla classe euro 4, una limitazione significativa che costringerà molti automobilisti a ripensare le proprie abitudini di viaggio quotidiane. Queste disposizioni, che mirano a ridurre drasticamente le emissioni legate al traffico, rappresentano solo una parte di una strategia più ampia e articolata.

Interventi sul riscaldamento e le attività all'aperto

Parallelamente ai divieti di circolazione, le ordinanze impongono una stretta anche sul fronte del riscaldamento domestico e di alcune pratiche agricole o rurali. Negli edifici residenziali e non, ad esempio, è prescritta la riduzione obbligatoria di un grado della temperatura massima interna, un accorgimento apparentemente minimo che, se applicato su larga scala, può contribuire a diminuire il carico complessivo di inquinanti. Viene inoltre interdetto l'utilizzo di impianti termici a biomassa legnosa di classe prestazionale inferiore alle tre stelle, mentre si vieta del tutto la combustione di materiali all'aperto, come le tradizionali bruciature di residui vegetali. A queste si aggiunge la sospensione dello spandimento dei liquami zootecnici sui terreni agricoli, un'altra fonte di particolato secondario.

Un quadro complesso tra normative e monitoraggio

L'insieme di queste limitazioni, che si attivano automaticamente al persistere di certi valori rilevati dalle centraline di monitoraggio, disegna un quadro normativo complesso, il cui rispetto è demandato alla collaborazione dei cittadini e ai controlli delle autorità locali. La Regione Lombardia, del resto, ha strutturato un sistema a livelli progressivi, dove quello di primo grado rappresenta la risposta iniziale a una crisi ambientale che, nei casi più gravi e protratti, può portare a misure ancora più stringenti. L'obiettivo dichiarato è quello di contenere, per quanto tecnicamente possibile, l'accumulo di polveri sottili nell'atmosfera, un problema cronico della Pianura Padana, che in questi giorni sta mostrando ancora una volta tutta la sua criticità.

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