Renault Symbioz, la formula Gpl abbassa il prezzo e allunga l’autonomia fino a 1.400 chilometri
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Redazione Economia
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Sono giorni in cui il ritorno dell’inflazione si fa sentire soprattutto al distributore, con il diesel che ha nuovamente varcato la soglia psicologica dei due euro al litro e la benzina che segue a ruota, alimentando una tensione che, dalla primavera del 2022, non si registrava con questa intensità. In questo scenario, dove il costo del pieno rischia di diventare una voce di bilancio insostenibile per molte famiglie italiane, l’industria automobilistica prova a offrire una risposta concreta, senza però rinunciare alla formula del Suv, oggi predominante nel segmento C. E così, la Renault ha deciso di ampliare la gamma della Symbioz, il suo compatto lungo 4,41 metri – che grazie al divano posteriore scorrevole arriva a offrire un bagagliaio fino a 624 litri – introducendo una motorizzazione bi-fuel benzina/Gpl denominata Eco-G 120. Una scelta, questa, che va a colmare un vuoto lasciato dall’assenza di un diesel nella lineup e che si pone come obiettivo dichiarato quello di ridurre drasticamente i costi di esercizio per chi macina molti chilometri.
Il nuovo propulsore, che forte di un’esperienza ormai consolidata nel gruppo Renault (lo si vede all’opera già su Captur e Dacia Duster), è il noto 1.2 litri a tre cilindri turbo da 120 Cv e 200 Nm di coppia, abbinato esclusivamente a un cambio manuale a sei rapporti. La vera novità, però, risiede nell’architettura del sistema di alimentazione: la vettura integra due serbatoi separati, uno per la benzina da 48 litri e uno per il Gpl da 50 litri, posizionato nello spazio solitamente occupato dalla ruota di scorta, una soluzione tecnica che ha il pregio di non intaccare la capacità di carico dell’auto. Il risultato, in termini di autonomia combinata, è impressionante: si toccano i 1.400 chilometri dichiarati, una cifra che colloca la Symbioz ai vertici della categoria per quanto riguarda la libertà di movimento, riducendo drasticamente la frequenza delle soste forzate dal bisogno di rifornimento.
Un listino che si apre e una gamma che si fa più articolata
Con il lancio di questa terza opzione – che va ad affiancarsi al mild hybrid da 140 Cv e alla full hybrid E-Tech da 160 Cv, i quali rappresentano rispettivamente il 25% e il 75% delle vendite totali finora registrate – la casa francese non solo allarga il ventaglio delle scelte, ma interviene in maniera significativa sul prezzo d’ingresso del modello. La Symbioz diventa infatti accessibile a partire da 25.900 euro per la versione Evolution, una cifra che scende nettamente rispetto al precedente listino, che si attestava poco sopra i 28.000 euro per l’ibrido leggero. Questo posizionamento, unito al già ampio successo commerciale del modello (che ha superato i 100.000 ordini in Europa), sembra voler consolidare una presenza già solida: i dati parlano chiaro, con l’allestimento Techno che raccoglie il 46% delle preferenze, seguito dall’Evolution al 18% mentre le versioni di punta Esprit Alpine e Iconic, insieme, sfiorano il 33% del totale, a dimostrazione di una clientela che apprezza anche i contenuti più elevati.
La nuova motorizzazione, ordinabile già dalle scorse settimane con le prime consegne attese per il secondo trimestre dell’anno, porta con sé non solo un vantaggio economico immediato sul costo di acquisto, ma anche una gestione dei consumi particolarmente oculata. I dati omologati parlano di un consumo di 7,2 litri ogni 100 chilometri quando si viaggia a Gpl, che scende a 5,9 litri quando invece il sistema attinge al serbatoio della benzina. Sul fronte delle emissioni, l’alimentazione a Gpl consente di abbattere i valori di CO₂ a 116 grammi al chilometro, un valore che rende la vettura meno impattante rispetto alla sola alimentazione a benzina, ferma a 133 g/km. Il sistema di gestione, del tutto automatico, lascia che sia la centralina a decidere quale carburante utilizzare, garantendo una fluidità di marcia che non richiede alcun intervento manuale da parte del conducente.
Tecnologia consolidata e praticità da segmento superiore
La scelta di Renault di puntare su questa tecnologia arriva in un momento in cui il mercato cerca soluzioni ibride alternative all’elettrico puro, specialmente per chi utilizza l’auto quotidianamente per spostamenti medio-lunghi o per chi non ha la possibilità di ricaricare a casa. Il sistema Eco-G, che vanta oltre quindici anni di sviluppo all’interno dell’alleanza, rappresenta una soluzione matura e affidabile, come dimostra la sua diffusione capillare su altri modelli del gruppo. Per la Symbioz, questo si traduce in un ulteriore elemento di versatilità, andando a completare una gamma che punta a soddisfare esigenze diverse: dall’uso prevalentemente urbano della full hybrid, al rapporto qualità-prezzo del nuovo bifuel.
Sul piano dell’equipaggiamento, la Symbioz mantiene invariati i punti di forza che ne hanno decretato il successo. Tra questi spicca il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, presente sulla maggior parte delle vetture vendute, e il tetto panoramico Solarbay, che con la sua tecnologia a cristalli liquidi permette di regolare l’opacità del vetro con un semplice tocco, un optional che aggiunge un tocco di modernità all’abitacolo. Il bagagliaio, come detto, rappresenta uno dei cavalli di battaglia: con una capacità che parte da 492 litri e arriva a 624 sfruttando lo scorrimento della panchetta posteriore, si posiziona come uno dei più generosi del segmento, una caratteristica particolarmente apprezzata da chi utilizza l’auto per viaggi in famiglia.
Il motore Eco-G 120 è disponibile per tutti i livelli di allestimento, dall’Evolution (il cui prezzo di partenza, si ricorda, è di 25.900 euro) fino alla Techno (con listino a partire da 28.200 euro) e alle più ricche Esprit Alpine e Iconic. In questo modo, Renault offre la possibilità di coniugare il risparmio sul carburante con il desiderio di avere a bordo tutte le più moderne tecnologie di assistenza alla guida e comfort. E mentre il costo dei carburanti tradizionali continua a salire, alimentando le preoccupazioni degli automobilisti, la comparsa sul mercato di una vettura capace di percorrere oltre 1.400 chilometri con un pieno di benzina e uno di Gpl si propone come una delle soluzioni più pragmatiche per arginare il problema, senza dover per forza rinunciare a spazio, dimensioni e tecnologia.




