La Ue abbassa il prezzo del petrolio russo a 45 dollari: il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Bruxelles, 10 giugno 2025 – "La forza è l’unica lingua che la Russia capirà". Con queste parole, pronunciate in un discorso asciutto e diretto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, mirato a colpire settori strategici come l’energia e il sistema bancario. Tra le misure più significative, il cosiddetto price cap sul greggio russo, che scenderebbe da 60 a 45 dollari al barile, un tentativo ulteriore di ridurre le entrate del Cremlino senza destabilizzare i mercati globali.

L’obiettivo dichiarato è aumentare la pressione su Vladimir Putin, che – nonostante le aperture diplomatiche di Volodymyr Zelensky, tra cui la proposta di un cessate il fuoco incondizionato – continua a portare avanti un’offensiva militare in Ucraina, ormai al suo quarto anno. "Vogliamo la pace, ma la Russia risponde solo con la violenza", ha aggiunto von der Leyen, sottolineando come l’Ue intenda agire in coordinamento con gli alleati, in primis gli Stati Uniti, dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca.

Il meccanismo del price cap, introdotto nel 2022, ha già limitato i ricavi energetici di Mosca, ma secondo Bruxelles serve un ulteriore giro di vite. L’efficacia della misura, tuttavia, dipenderà dall’adesione di Washington e degli altri membri del G7, che si riuniranno a breve in Canada. Senza un accordo globale, il rischio è che il petrolio russo trovi sbocchi alternativi, vanificando lo sforzo europeo.

Oltre alla stretta sul greggio, il pacchetto prevede restrizioni mirate al settore bancario, con l’obiettivo di isolare ulteriormente gli istituti finanziari russi dal sistema internazionale. Non mancano poi misure contro le infrastrutture energetiche, compresi i gasdotti Nord Stream 1 e 2, già colpiti da precedenti sanzioni e sabotaggi mai rivendicati.

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