L’arcivescovo Delpini ricorda don Mazzi: “Animato da inestirpabile fiducia nelle persone”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La camera ardente allestita nella sede della comunità Exodus al Parco Lambro di Milano, dove da ieri, 1° agosto, amici, collaboratori, ex ospiti e semplici cittadini stanno rendendo omaggio a don Antonio Mazzi, ha vissuto oggi la sua seconda giornata di apertura, caratterizzata da un flusso costante di persone e dal messaggio di cordoglio giunto dal Brasile, dove si trova l'arcivescovo di Milano, mario Delpini.
Il fondatore della comunità, scomparso venerdì 31 luglio all'età di 96 anni, viene ricordato da tutti per il suo instancabile impegno a fianco dei più fragili e la sua capacità unica di tendere la mano a chi era considerato irrecuperabile.
Il messaggio dell'arcivescovo Delpini dal Brasile
Proprio l'arcivescovo Mario Delpini, impossibilitato a partecipare alle esequie a causa di una visita pastorale ai sacerdoti ambrosiani in missione in Sudamerica, ha voluto far giungere il suo pensiero, definendo don Mazzi "un uomo animato da una inestirpabile fiducia nelle persone, anche quelle date per perdute".
Nel suo messaggio, Delpini ha sottolineato come questa fiducia, radicata in una fede profonda, sia stata la chiave di volta dell'operato del sacerdote veronese: "La fede in Dio convince che in qualunque storia c'è la presenza amica che vuole salvare". E proprio per questo, ha aggiunto, don Mazzi è stato un uomo libero, coraggioso e appassionato, capace di rischiare e di compiere gesti di un eroismo silenzioso e quotidiano.
Alla cerimonia funebre di domani, che si terrà nella Basilica di Sant'Ambrogio, la diocesi sarà rappresentata dal vicario generale, monsignor Franco Agnesi.
La partecipazione di volti noti e il ricordo di chi lo ha conosciuto
Tra la folla che ha voluto dare l'ultimo saluto a don Mazzi, oggi è spiccata la figura di Roby Facchinetti, storico leader dei Pooh, che ha reso omaggio al presbitero, riconoscendone il ruolo fondamentale per la comunità. "Se pensate a quanti ragazzi sono passati da Exodus, ce l'hanno fatta grazie a lui, altri magari no, però il suo ruolo è stato veramente unico", ha dichiarato il cantante, esprimendo la speranza che il lavoro e il seme gettato da don Mazzi possano continuare e magari prosperare ancora di più.
Le sue parole fanno eco a quelle di tanti altri presenti, tra cui l'assessore comunale alle Opere pubbliche Marco Granelli, che ha ricordato come don Mazzi abbia saputo rispondere alle sfide più difficili della città, dalla droga alla violenza, con una speranza incrollabile che deve diventare un insegnamento per le scelte future.
Il simbolo degli oggetti deposti e la continuità dell'eredità
All'interno della camera ardente, accanto al feretro, sono stati collocati alcuni oggetti che rappresentano simbolicamente la vita e la missione di don Mazzi: un paio di sandali, a testimonianza del suo camminare costante accanto agli ultimi, una Bibbia aperta sul passo della Pentecoste e un bastone da viandante.
Sul sudario che ricopre la salma, inoltre, sono state apposte le firme degli educatori della comunità, mentre alle spalle del feretro campeggia la foto del sacerdote con la scritta "I sogni sono sempre giovani", un motto che ha sempre ispirato il suo operato. La comunità di Exodus, come ricordato da Luigi Maccaro, responsabile della Fondazione di Cassina, è convinta che don Antonio "continuerà a camminare con noi" e che la sua eredità più grande sia la certezza che ogni ragazzo, anche quello che ha sbagliato, ha la possibilità di cambiare e ricominciare.
I funerali e il lutto cittadino
La camera ardente resterà aperta fino a questa sera, con orario 17-20, mentre i funerali solenni saranno celebrati domani, lunedì 3 agosto, alle ore 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. In concomitanza con le esequie, il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino, un gesto che sottolinea il profondo legame tra don Mazzi e la città che lo ha accolto e che lui ha servito con dedizione assoluta.
Dopo la cerimonia, la tumulazione avverrà in forma privata presso l'Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell'Opera don Giovanni Calabria, l'istituzione che segnò l'inizio del suo cammino religioso.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
