Funerali di don Antonio Mazzi, l’ultimo saluto a Milano
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Redazione Interno
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I funerali di don Antonio Mazzi hanno riunito a Milano amici, conoscenti, beneficiati e benefattori nella basilica di Sant’Ambrogio, dove si è svolto l’ultimo saluto al fondatore di Exodus, scomparso il 31 luglio all’età di 96 anni. Il feretro è stato accolto da un lungo applauso sul sagrato e poi accompagnato all’interno della basilica, piena di persone arrivate per ricordare la sua figura. Al termine della celebrazione, la piazza davanti a Sant’Ambrogio è rimasta il luogo del saluto finale, con i suoi ragazzi protagonisti di un momento dedicato alla musica e al ricordo.
L’ultimo saluto dei ragazzi di Exodus in piazza Sant’Ambrogio
Davanti alla basilica, i ragazzi di Exodus hanno accompagnato il feretro con le casse per la musica e hanno cantato diversi brani legati alla storia di don Antonio Mazzi. Tra le canzoni eseguite è risuonata “Io vagabondo” dei Nomadi, indicata come una delle preferite del fondatore di Exodus, insieme a “L’Aquila Reale”, inno della Fondazione scritto da Franco Mussida, storico chitarrista della Pfm. Il momento in piazza ha rappresentato il proseguimento della cerimonia religiosa, con un omaggio arrivato direttamente dalle persone che hanno condiviso il percorso della Fondazione.
Il ricordo di don Antonio Mazzi è stato accompagnato anche dalle parole di chi ha partecipato ai funerali nella basilica di Sant’Ambrogio. Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, ha sottolineato il valore del suo impegno nel sostenere chi aveva vissuto momenti difficili, descrivendolo come una persona capace di accompagnare chi era caduto e di aiutarlo a ritrovare la propria strada. Marotta ha richiamato il tema del perdono come elemento centrale dell’azione di don Mazzi, evidenziando la riconoscenza verso il suo lavoro.
Il futuro di Exodus e la proposta del Famedio per don Mazzi
Durante il funerale è intervenuto anche il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha parlato del ruolo di don Antonio Mazzi come grande educatore e della necessità di garantire continuità alla Fondazione Exodus. Il primo cittadino ha spiegato di sostenere una richiesta avanzata da alcuni consiglieri per il Famedio, ma ha indicato come priorità il sostegno all’attività della Fondazione. Secondo Sala, mantenere attivo il percorso di Exodus rappresenta il modo per onorare il lavoro svolto da don Mazzi.
La cerimonia a Milano ha quindi unito il momento religioso, il ricordo personale e l’attenzione verso il futuro dell’organizzazione fondata da don Antonio Mazzi. Le persone presenti hanno salutato il sacerdote attraverso parole, applausi e canzoni, in un passaggio finale che ha coinvolto sia chi lo aveva conosciuto direttamente sia chi aveva seguito il suo impegno. Nel giorno dell’addio, il messaggio emerso dai suoi ragazzi è stato legato alla volontà di proseguire il cammino della Fondazione e continuare ad aprire strade.
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