Camera ardente di don Antonio Mazzi aperta al Parco Lambro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La camera ardente di don Antonio Mazzi è stata aperta nella sede della Fondazione Exodus al Parco Lambro di Milano, dove collaboratori, volontari, ex ospiti e cittadini si sono raccolti per rendere omaggio al sacerdote morto il 31 luglio all’età di 96 anni. La struttura, che ospita la comunità a cui don Mazzi ha dato impulso e vita dagli anni Ottanta, è diventata il luogo dell’ultimo saluto prima delle esequie. Per due giorni il pubblico può accedere alla camera ardente nella Cascina di Parco Lambro, questo pomeriggio e domani dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20, per ricordare una figura legata alla nascita e allo sviluppo di Exodus.
Tra le persone arrivate per il cordoglio ci sono stati il vicepresidente della Fondazione Exodus Franco Taverna e l’assessore del Comune di Milano Marco Granelli, presente in rappresentanza dell’amministrazione. Il sindaco Giuseppe Sala parteciperà invece ai funerali previsti lunedì 3 agosto alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. La camera ardente è stata allestita nel cuore del Parco Lambro, negli spazi di Casa Exodus, dove fedeli, cittadini e rappresentanti delle istituzioni hanno potuto lasciare un ricordo e salutare per l’ultima volta don Antonio Mazzi.
Il ricordo delle persone cambiate dall’esperienza di Exodus
Nel giorno dell’apertura della camera ardente di don Antonio Mazzi sono emersi anche i ricordi di chi ha incontrato il suo lavoro nella cooperazione sociale e nei percorsi promossi da Exodus. Maurizio Beghin, del mondo della cooperazione sociale del Consorzio Ex.it, realtà brianzola fondata su ispirazione e spinta della comunità, ha ricordato una frase pronunciata dal sacerdote durante un’omelia di Natale di tre anni fa. «I figli vanno educati, vanno plasmati, non vanno mai bastonati, ma amati per quello che sono», aveva detto don Mazzi, un messaggio che oggi viene ricordato come una delle sue lezioni.
La frase richiamata da Beghin rappresenta uno dei ricordi conservati da chi ha seguito il percorso della comunità Exodus e il modo con cui don Mazzi ha affrontato il tema dell’educazione. Intorno alla camera ardente si sono ritrovate persone con esperienze diverse, dai volontari agli ex ospiti, unite dal legame con una realtà costruita negli anni attorno all’impegno del sacerdote. Nel frattempo prende forma il futuro di Exodus nel segno della collegialità indicata dallo stesso don Mazzi.
L’omaggio nella sede di Casa Exodus prima dei funerali
Sulla bara di don Antonio Mazzi sono stati deposti alcuni simboli legati alla sua storia: i sandali, la Bibbia e un bastone. Accanto è stata collocata una sua fotografia con la scritta “I sogni sono sempre giovani”, mentre nel luogo dell’omaggio sono arrivate immagini dell’ultimo saluto al fondatore della comunità. La presenza di fedeli e cittadini al Parco Lambro ha accompagnato le ore di apertura della camera ardente, organizzata nella sede della Fondazione Exodus.
Le esequie di don Antonio Mazzi si svolgeranno lunedì prossimo nella Basilica di Sant’Ambrogio alle 15, mentre la tumulazione avverrà successivamente in forma privata presso l’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria. Dopo l’apertura della camera ardente, la sede di Exodus resta il punto centrale del ricordo pubblico del sacerdote, con le persone che continuano ad arrivare per portare il proprio saluto prima della cerimonia funebre.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
