Funerali di don Mazzi, l’ultimo saluto a Sant’Ambrogio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I funerali di don Mazzi hanno riunito quasi un migliaio di persone nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove si è svolto l’ultimo saluto al sacerdote fondatore della comunità Exodus, scomparso venerdì all’età di 96 anni. La celebrazione è stata accompagnata da momenti di forte commozione, con la partecipazione di persone che lo conoscevano da anni e di chi ha voluto essere presente per ricordare la sua figura. Al termine della funzione, la salma è stata trasferita a Maguzzano, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, dove avverrà la tumulazione in forma privata.

L’addio a don Mazzi nella Basilica di Sant’Ambrogio

La Basilica di Sant’Ambrogio si è riempita per le esequie di don Antonio Mazzi, con una folla arrivata per rendere omaggio al sacerdote che per tutta la sua vita ha portato il suo messaggio tra le persone in difficoltà. Durante la cerimonia è stata ricordata la sua fede e il percorso che lo ha visto impegnato nella fondazione di Exodus. L’arcivescovo Delpini ha sottolineato che, grazie alla sua fede in Dio, don Mazzi è vissuto libero, evidenziando il legame tra la sua esperienza religiosa e il suo impegno quotidiano.

Nel corso dell’ultimo saluto è risuonata anche “Io vagabondo” dei Nomadi, cantata da tutti i presenti come un momento di speranza condivisa tra lacrime di commozione e gioia. Il canto ha accompagnato il ricordo di don Mazzi fuori dal sagrato della Basilica di Sant’Ambrogio, dove si sono raccolte le persone arrivate per partecipare alla cerimonia. La presenza numerosa ha mostrato il desiderio di rendere omaggio a un sacerdote conosciuto per la sua lunga attività accanto a chi affrontava situazioni difficili.

Le parole di Delpini e don Ciotti durante il ricordo

Durante i funerali di don Mazzi sono emerse anche le parole di don Ciotti, che ha ricordato un insegnamento legato alla ricerca di Dio nelle strade dove le persone affrontano le difficoltà della vita. Il sacerdote ha affermato che da don Mazzi è stato imparato che Dio non abita nei tabernacoli d’oro, ma va cercato nei luoghi dove la gente lotta per sopravvivere. Un messaggio collegato al percorso umano e religioso che ha caratterizzato l’impegno di don Mazzi nel corso degli anni.

Il ricordo del sacerdote è stato accompagnato dall’immagine del “respiro di Dio” che ha attraversato la Basilica milanese durante la celebrazione. Una presenza descritta come legata alla sua capacità di portare il proprio messaggio anche tra gli scarti e nelle situazioni più difficili. La funzione ha raccolto persone diverse per storia e rapporto con don Mazzi, unite dalla volontà di partecipare all’ultimo saluto.

La sepoltura a Maguzzano e la proposta del Famedio

Dopo la cerimonia nella Basilica di Sant’Ambrogio, la salma di don Antonio Mazzi è stata trasferita a Maguzzano, sulla sponda bresciana del Lago di Garda. La tumulazione avverrà in forma privata nel cimitero dell’Opera Don Calabria, all’interno dell’abbazia dove il religioso veronese aveva iniziato gli studi quando era ancora molto giovane. Il trasferimento conclude il percorso delle esequie dopo la celebrazione pubblica a Milano.

A margine dei funerali, il sindaco di Milano Beppe Sala ha parlato anche della possibilità di dedicare a don Mazzi un riconoscimento al Famedio. Il primo cittadino ha spiegato che esiste già una richiesta presentata da alcuni consiglieri e che intende sostenerla. La proposta si inserisce nel ricordo pubblico del sacerdote, dopo una giornata segnata dalla partecipazione alla Basilica di Sant’Ambrogio e dalle parole dedicate alla sua vita e alla sua opera.

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